Michael Jackson, il disco postumo in uscita il 10 dicembre

Michael” è un titolo definitivo, ed è quello del disco postumo di Michael Jackson in uscita il 10 dicembre. La cover dell’album è un riassunto di tutto l’immaginario di Jacko, davvero indiscusso re del pop.

Dentro, c’è tutta la sua essenza. Le ultime 10 canzoni scritte e interpretate da Michael Jackson (convincenti, non è una fredda operazione di marketing) sono state completate sulla base dei suoi appunti, utilizzando il suo stesso metodo di lavoro. La prima parte del disco è la migliore: la tracklist si apre con il duetto con Akon, quella “Hold My Hand” che abbiamo già nelle orecchie e che è stata registrata nel 2008 a Las Vegas (quella prima versione era finita su internet già all’epoca). Seguono poi brani che portano il marchio di fabbrica di Michael Jackson, “Hollywood Tonight”, “Keep Your Head Up” e “(I Like) The Way You Love Me”, canzone che nella sua prima stesura è stata pubblicata come demo nella “Ultimate Collection” del 2004. Arriva poi “Monster”, il duetto con 50 Cent che probabilmente è il pezzo più riuscito del disco. La macchina del tempo si mette in moto e sembra di tornare all’epoca di “Thriller”, e che epoca, considerando che quell’album è stato ed è tuttora il più venduto della storia con oltre 100 milioni di copie. Poi 50 Cent dà alla canzone il giusto sprint in più. La ballad “Best Of Joy” è un altro brano che suona tipicamente ‘Michael Jackson’, ed è uno degli ultimi su cui Jacko stava lavorando e che avrebbe dovuto completare durante i concerti che erano in programma a Londra.
A questo punto l’album perde un po’ della lucentezza delle prime tracce: “Breaking News” parla della vita di Jackson sotto i riflettori, mentre con “(I Can’t Make It) Another Day” sembra di ascoltare un altro disco. Il brano, con il featuring di Lenny Kravitz, vira sul rock; Dave Grohl contribuisce alla batteria. Si sente, insomma, che la canzone è stata scritta e prodotta da Kravitz, e forse è il punto più basso del disco. O probabilmente è solo il pezzo meno omogeneo nel contesto pop del disco. “Behind The Mask” è stata scritta con Ryuichi Sakamoto (meglio, Jackson contattò Sakamoto per chiedergli il permesso di aggiungere un testo alla traccia), e, per finire, chiusura dolceamara con un’altra ballad, “Much Too Soon”, che farà breccia nei cuori di molti fan.
Riportiamo uno dei brevi manoscritti lasciati da Michael Jackson: “Una volta che riceviamo il dono della vita, viviamo una volta sola. Dovremmo sforzarci insistentemente per lasciare una traccia di immortalità. Non importa in quale campo lo si faccia”. Fine del disco, ma non della storia: tanto per cominciare, Michael Jackson ha ricevuto la nomination ai prossimi Grammy come Best Male Pop Vocal Performance per “This Is It”, brano che è stato pubblicato nell’album omonimo. Il vincitore verrà proclamato il 13 febbraio. A quando le prossime novità sul re del pop?

http://www.michaeljackson.com/it

Francesca Binfarè

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