Skunk Anansie: Wonderlustre è il disco del ritorno

Avevano detto chiaramente che la reunion non sarebbe stata una cosa per nostalgici. Ed ecco che gli Skunk Anansie ci dimostrano ancora una volta in poco tempo, dopo averlo fatto sui palchi di mezzo mondo, di essere in splendida salute.

Wonderlustre” non è solo il quarto disco da studio ma un ideale nuovo punto di partenza per i quattro capitanati dalla grintosa Skin. Abbiamo avuto occasione di ascoltare l’intero cd poco prima delle ferie agostane e le nostre aspettative non sono andate deluse.
Non si chiede più a nessuno di cambiare il mondo con un disco rock, si chiede però di pestare duro, di imbastire qualche melodia convincente e di intrattenere per almeno tre quarti d’ora. Missione compiuta? Certo è presto per dirlo dopo un solo ascolto, ma gli Skunk Anansie di “Wonderlustre” sono maturati e hanno inciso un album che piacerà veramente a una larga fetta di pubblico. Grande attenzione agli arrangiamenti, almeno cinque pezzi che spaccano e che dal vivo si faranno sentire, un paio di ballad e anche una strizzatina d’occhio al brit rock e al pop per completare dodici canzoni inedite.

L’apertura con “God Loves Only You” è decisa e veloce, il ritornello è la parte di forza di una partenza col botto. Il singolo “My Ugly Boy” sta andando a ripetizione su molti network radiofonici che raramente giocano col rock, è sorretto da un bel riffone ed è un apripista convincente. “Over The Love” sterza verso il brit rock e il suo ritornello ci fa intravedere (non sappiamo perché, forse il caldo…, ndr) “Superman Tonight” dell’ultimo Bon Jovi. Qualche orchestrazione sorregge una posata “Talk Too Much” che precede uno dei momenti più easy del lotto, ovvero “The Sweetest Thing”, ruffiana e dal ritornello zuccheroso: siamo onesti, questa non ci ha convinto.
Tuttavia gli Skunk Anansie si fanno subito perdonare tornando a premere sull’acceleratore con “It Doesn’t Matter”, brano che abbiamo voluto riascoltare subito vista la sua grande carica ritmica. Prosegue a ritmi sostenuti anche “You’re Too Expensive For Me”, mentre è un mid tempo apprezzabile “My Love Will Fall”. Tiriamo il fiato con una classica ballad à la Skunk intitolata “You Saved Me” per poi tornare a darci dentro con “Feeling The Itch”, ultima scossa di “Wonderlustre” che volge al termine. “You Can’t Always Do What You Like” è un mid tempo diretto e allegrotto che prelude alla conclusiva “I Will Stay But You Should Leave” dove Skin e compagni si congedano senza più premere sull’acceleratore.

Difficile come sempre tracciare un bilancio dopo un solo ascolto, quel che è certo è che “Wonderlustre” è un cd che condensa al proprio interno tutti gli elementi che hanno reso celebre il combo inglese, attento a non esagerare in nessuna direzione ma abile a essere cattivo quanto serve. Le condizioni per un ritorno che faccia rumore ci sono tutte, cominciamo il countdown per il 21 settembre…


(Intervista alla band di ottobre 2009)

 

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