Speciale Alter Bridge. Intervista, concerto, soundcheck

Giornata pazzesca quella di martedì 17 giugno in provincia di Piacenza. Ci siamo mobilitati per seguire l’unica data italiana (fino a fine novembre eh eh, ndr) dell’anno degli Alter Bridge. Tra interviste, cerimonie, soundcheck, temporale e concerto ne abbiamo davvero parecchia di roba da raccontarvi!



Nonostante una pioggia torrenziale scatenatasi intorno alle 20, nonostante l’atteso match degli Europei tra Francia e Italia (e alla fine siam passati, bene così, ndr), nonostante il Fillmore non sia esattamente uno dei locali più cool per fare uno show, nonostante la band abbia avuto relativa visibilità nel nostro paese…il concerto degli Alter Bridge a Cortemaggiore è stato un successo.
E non poteva essere altrimenti effettivamente: un gruppo quadrato e carico, due dischi uno più bello dell’altro, un cantante (che ora suona pure la chitarra) mostruoso, un chitarrista che ha deciso di fare il pestone dopo esser stato depresso a lungo (Tremonti, ex-Creed) una manciata di die-hard fans che hanno letteralmente compattato la location (si direbbe packed-up per fare gli sboroni) creando al suo interno una temperatura impensabile. Tutte caratteristiche per sancire la consacrazione anche dalle nostre parti di una delle future next big thing del music business.
Posto che non ringrazierò mai abbastanza le mie colleghe campane Serena (saluti ai piezz’e core che erano con te, ndr) e Annalisa (che vedrete nei filmati che saranno on-line a breve), posto che un paio di monumenti andranno fatti a Tremonti fratello (aka Michael Tremonti) e al fantastico Claudio Magnani della Universal, posto che Metal Hammer non deve impallare la telecamera quando riprendiamo, posto che mi ha fatto veramente piacere salutare Tommy e Andre, colleghi di RockTv, posto che saluto affettuosamente Gigio e posto che è stato fantastico lavorare fianco a fianco a mio padre per quest’occasione…lanciamoci nella descrizione di una giornata densa di impegni e che non dimenticherò facilmente.

La venue è discretamente affollata quando alle 16 si cominciano a delineare i dettagli di interviste, celebrazioni, soundcheck e setlist della serata. Poco dopo le 16.30 raggiungiamo nell’elegante parterre vip del Fillmore (diciamo uno stanzino nella zona cessi della balconata) Myles Kennedy, ugola assurda del quartetto, per un’intervista che assomiglia davvero a una chiacchierata tra amici per l’incredibile disponibilità del cantante statunitense. Sicuramente le manovre per l’accordature della batteria che provengono dallo stage non aiutano le riprese e la comunicazione, tuttavia la face to face passa in un baleno.

Quindi è cominciata l’attesa per il soundcheck, che la band avrebbe svolto, eccezionalmente per questa tappa italiana, sotto gli occhi di un gruppo di fortunati appartenenti al fanclub italiano del gruppo (http://www.alterbridge.it). Poco prima però siamo riusciti nuovamente a intercettare Myles e Mark Tremonti fuori dal locale, per consegnare loro la maglietta del nostro portale, come riconoscimento per essere stati, con “Blackbird”, il gruppo più nominato nelle poll di fine anno del sito alla voce ‘dischi dell’anno’. Un momento che Annalisa e Serena hanno vissuto con grande emozione consegnando loro stesse la shirt a Mark.

Il soundcheck ha avuto inizio poco dopo le 18, e, come detto dal singer stesso “è stato il soundcheck più affollato che abbia mai visto”. Durante la riproposizione di “Brand New Start”, “White Knuckles” e “Come To Life”, mentre la band cercava il sound migliore, i fans hanno spesso sostituito Myles in alcune parti vocali. Poche le ripetizioni di qualche passaggio che non convinceva i ragazzi on-stage, solo la conclusione di “Come To Life” ha richiesto qualche ritocco direttamente on-stage.

 

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