Speciale Rush: Beyond The Lighted Stage

C’è chi ascolta musica ed è contento così. C’è chi ascolta musica e vuole saperne il più possibile su quello che sta ascoltando. Per parecchie persone le biografie degli artisti sono fondamentali e, nel mondo rock in particolare, gli aneddoti e le storie dannate non si contano.

 

http://www.rushbeyondthelightedstage.com/
http://www.universalmusic.it/pop/

DISC01 – Beyond The Lighted Stage
01. The Suburbs
02. Finding Our Way
03. The New Guy
04. Assuming Control
05. Terminally Unhip
06. Drinking The Milk Of Paradise
07. Making Modern Music
08. The Gilded Cage
09. New World Men
10. The Yoda Of Drums
11. Ghost Rider
12. The Return

DISC02
01. Beign Bullied And The Search For The First Gig
02. Reflections On Hemispheres
03. Presto And Roll The Bones Rap
04. The Rush fashion
05. Hobbies On The Road
06. Rush Trekkies
07. Pre-Gig Warm Up
08. Best I Can Live 1974
09. Working Man Live 1974
10. La Villa Strangiato Live 1979
11. Between The Sun And Moon Live 2002
12. Dinner With Rush At A Hunting Lodge
13. Far Cry Live (Snakes & Arrows Tour)
14. Entre Nous Live (Snakes & Arrows Tour)
15. Bravado Live (R30 Tour)
16. YYZ Live (R30 Tour)

Dopo anni di sporadiche monografie sparse su emittenti televisive dedicate, il genere ha preso un’impennata. Speciali come i ‘Behind The Music’ di VH1 hanno letteralmente rilanciato band e i documentari sui musicisti hanno iniziato a fare breccia anche nei festival cinematografici, con gemme come ‘The Story Of Anvil’ e ‘Iron Maiden – Flight 666′. Proprio dagli autori di Flight 666 (che ormai si stanno specializzando nel genere, visto che è loro anche il buon ‘Global Metal’) arriva la storia di una band che nella sua incredibile (per l’ambiente) normalità è riuscita nell’ impresa assurda di avere vendite seconde solo a Beatles e Rolling Stones, rimanendo pure ben al di sotto del radar mainstream: i Rush.

Il power trio canadese è talmente ‘normale’ da aver evitato qualsiasi tipo di eccesso, costruendo la propria storia semplicemente con la musica e l’affetto dei fans. Non sono mancate le tragedie, ma è proprio da questi momenti più bui che salta fuori l’eccezionale lato umano dei tre canadesi. Insomma, sono degli essere umani adorabili, ed è forse per questo che sono riusciti a raggiungere il cuore di così tante persone. A omaggiare i ‘re de gli sfigati’ una parata di artisti come Jack Black (più fuori che mai), Trent Reznor, Gene Simmons, Billy Corgan, Kirk Hammett, Les Claypool, Mike Portnoy e tanti altri. Il documentario è girato in maniera semplice ma montato in modo efficace: ci sono un sacco di foto e filmati d’epoca montati in maniera accattivante ma senza strafare con una regia troppo tamarra in stile MTv. Gli autori sono andati a pescare speciali televisi canadesi con i nostri giovanissimi e, in particolare, parecchio materiale per quelli a cui piace ricordare i Rush in kimono e coi baffi a manubrio. In un’ora e mezza è condensata tutta la loro storia, anche se certi passaggi tra un disco e l’altro sono un po’ affrettati e certi dettagli della loro carriera (come i celebri dischi dal vivo) sono completamente ignorati. Molto buono anche il disco bonus, con diverse chicche live e alcuni segmenti parecchio divertenti (in particolare quello della cena, che descrive perfettamente l’incredibile amicizia tra i tre musicisti). Un grandissimo documentario che rende giustizia alla band in tutta la loro straordinaria normalità, un ottimo punto di partenza per incuriorisi e innamorarsi della loro musica, un acquisto irrinunciabile per i fans degli amiconi Geddy e Alex e del ‘Professor’ Neil Peart.

Marco Brambilla

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