Stigma: recensione e intervista con la band piemontese

intervista stigma
Ad un mese dall’uscita di “Concerto for the Undead”, nei negozi dal prossimo 30 aprile, Outune.net incontra Andrea, chitarrista degli Stigma, entrato di recente a far parte della band piemontese.

Intervista nella quale potrete leggere alcune anticipazioni su quella che promette già dai primi ascolti di essere una delle release principali in ambito metalcore/deathcore a livello nazionale.

Come nasce il progetto Stigma?

Gli Stigma nascono circa 10 anni fa da un’idea di Vlad (voce). Nell’arco della nostra storia abbiamo realizzato due EP e due album, “When midnight strikes!” uscito nel 2008 e “Concerto for the undead” che uscirà il 30 Aprile, entrambi sotto l’etichetta americana Pivotal Rockordings. In questi anni ci siamo esibiti in lungo e in largo in giro per Italia e Europa, e al momento stiamo pianificando il tour di supporto al nuovo album che dovrebbe portarci anche in alcuni paesi dove non ci siamo ancora esibiti.

Qual è stato il percorso che ha portato alla nascita di “Concerto for the undead”?
Solitamente il pezzo nasce da un riff di chitarra, in seguito ognuno mette la propria opinione, si scambiano idee e in seguito si passa alla rifinitura della struttura e delle parti dei singoli. “Concerto for the undead” è stato scritto in questo modo e siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto che del fatto di essere riusciti a diminuire di molto i tempi di stesura, nonostante sia anche accresciuta la cura conferita a ogni dettaglio, sia in fase di scrittura che durante il processo di pre-produzione.

Come è stato collaborare con gente come Jamie Hope, Jon Hunt e il chitarrista dei Bring Me The Horizon (ex I Killed The Prom Queen) Jona Weinhofen come produttore?
Sono tutte persone splendide e professionisti eccelsi, siamo davvero contenti della nostra scelta di lavorare con un team di persone così qualificate e, a nostro modo di vedere, crediamo fermamente che anche il loro apporto ci abbia aiutato a fare davvero un grosso passo in avanti rispetto al nostro debut album. E’stato davvero divertente lavorare con loro, questo ci ha permesso di muoverci in un ambiente rilassato che ci ha dato la possibilità di poter dare il meglio anche dal punto di vista della performance di ognuno.

E’ una mia sensazione o questa nuova release suona più melodica rispetto a “When midnight strikes”? Per quali ragioni avete fatto questa svolta?
Sì, abbiamo voluto inserire più melodie in “Concerto for the undead” e strutture più live-oriented rispetto al vecchio album, soprattutto perché volevamo rendere questo disco più facile da ascoltare e allo stesso tempo più immediato nel contesto live, che alla fine è il vero terreno di prova per una band come la nostra. In ogni caso, non aspettatevi un disco da San Remo, siamo sempre heavy e veloci ma con più melodia, soprattutto nelle parti di chitarra.

Perché avete scelto di affidare l’artwork del disco ad un grafico italiano, quando molti gruppi (anche emergenti) si rivolgono all’estero, principalmente grazie al web?
Andrea Berton, in arte Corefolio Design, è un artista italiano che in molti ci invidiano all’estero (sono sue molte delle grafiche di successo di bands quali Black Dahlia Murder, Winds of Plague…). Inoltre è un grande appassionato di “Tales from the crypt”, ovvero il fumetto su cui si basa tutto il concept del nuovo disco. Per noi è stata una scelta ovvia e il risultato finale penso ci dia ragione. E’ vero, ormai tramite Internet è possibile contattare artisti in tutto il mondo, ma perchè bisogna guardare fuori a tutti i costi se abbiamo il top proprio qui da noi?

Il tuo ingresso nella band ha influenzato la produzione di “Concerto for the undead”?
Credo di sì, è stato davvero divertente lavorare con gli altri ragazzi su “Concerto for the undead”, unire le nostre idee e le influenze in questo album è stata una cosa nuova e allo stesso tempo molto appassionante per tutti. Ora speriamo che anche chi ascolterà il disco ci darà ulteriore conferma che tutto il tempo che abbiamo dedicato a questa release sia stato ben speso!

Esperienza internazionale, tra cui una data al Wacken Open Air nel 2005. Promuoverete il disco più all’estero o preferirete dedicare maggiore spazio all’Italia? E, nello specifico, come avete pianificato la promozione di “Concerto for the undead”? Pensate di riutilizzare il monicker “Monsters of italian core” per le date italiane, organizzando un package di band di genere come spesso viene fatto negli Stati Uniti?
Cercheremo di esibirci sia in Italia che soprattutto all’estero, stiamo discutendo alcune offerte proprio in questi giorni. Mi fa piacere che tu sia a conoscenza del “Monsters of italian core” e hai perfettamente colto il senso di questo festival, ovvero unire sotto un unico monicker le realtà più importanti della scena metal e hardcore italiana. La prima data a Reggio Emilia è stata un successone, con più di 450 persone accorse per l’evento. Speriamo ci venga data l’opportunità di organizzare più eventi come quello al più presto!

Ricollegandomi agli special guest presenti su questo disco, anche nel precedente “When Midnight Strikes” avete collaborato con artisti del calibro di Slowmotion Apocalypse e Dark Lunacy. Per quale motivo? Pensate che comunque alla vostra proposta manchi qualcosa o trovate divertente fare delle comparsate con dei musicisti al di fuori degli Stigma?
Suonando questo genere di musica, che oltre ad essere una forma d’arte ed espressione per noi è anche un modo per conoscere sempre gente nuova, abbiamo avuto il piacere di stringere legami particolarmente forti con alcune band e musicisti. Come hai accennato prima in “When midnight strikes!” abbiamo ospitato Albi e Ivan degli Slowmotion Apocalypse – forse la band a cui siamo più legati in assoluto – e Mike dei Dark Lunacy, ovvero la persona che ci ha sempre supportato dagli inizi nonchè dato ottimi consigli all’inizio della nostra avventura. Su “Concerto for the undead” abbiamo avuto l’onore di ospitare Jon Hunt, cantante di una delle nostre band preferite ossia gli ormai defunti Dead To Fall, e Jamie Hope dei Red Shore, band australiana con cui ci siamo esibiti in Gran Bretagna due anni fa. Nessuna necessità di migliorare la nostra proposta, semplicemente piccole/grandi soddisfazioni e segni di riconoscenza per musicisti e persone splendide!

Sul disco precedente parlavate di vampiri, su questo di tematiche horror.. avete già qualche idea per il futuro?
Sì, a breve inizieremo a scrivere nuovi pezzi e speriamo di poter fare un ulteriore passo in avanti sia dal punto di vista musicale che nelle tematiche legate al sound. Siamo davvero lanciati ad allargare i nostri orizzonti soprattutto in ambito estero e speriamo che il nuovo album, che ricordo a tutti sarà disponibile in Italia dal 30 aprile, sia la leva giusta e la spinta necessaria per poter realizzare i nostri sogni.

Nicola Lucchetta

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