The Who: Is This The End? Pete Townshend e l’acufene

«Se il mio udito continuerà ad essere un problema non ritarderemo semplicemente gli show, ma li cancelleremo proprio, perché non vedo davvero come si potrebbe aggirare l’ostacolo». Queste le inquietanti rivelazioni rilasciate da Pete Townshend al mensile Rolling Stone poco dopo la trionfale esibizione durante l’intervallo del Super Bowl.

Una performance che aveva fatto gridare al miracolo i fan del gruppo inglese e che facevano presagire un futuro prossimo ricco di eventi. Il disturbo di cui soffre il grande chitarrista britannico, l’acufene, ne limita da tempo le capacità udite con brusii, fischi e ronzii al punto da impedirgli di stare sul palco e pare che i prossimi show saranno decisivi per il futuro della band.
E dire che l’anno era iniziato alla grande per gli Who con l’uscita di un nuovo greatest hits che, oltre a raggruppare i loro pezzi di maggior successo, vedeva la presenza di un secondo disco pieno di perle per collezionisti incalliti. Se infatti  i riff di “Baba O’Riley”, “Substitute” o “The Kids Are Alright” fanno ormai parte del bagaglio culturale del rocker medio che va dai 30 ai 60 anni, le live version di cui è imbottito il secondo dischetto son di quelle da leccarsi i baffi. Le ristampe del gruppo sono da sempre ricche di sorprese di un certo spessore e tracce come “I Can’t Explain”, suonata al Civic Auditorium di San Francisco nel ’71, “Won’t Get Fooled Again” al Capital Centre nel ’73 o “Who Are You” della fine degli anni ’80 vanno a posizionarsi immediatamente tra le vette di un’intera carriera. Speriamo di poter presto sentire nuove versioni di questi splendidi classici: tieni duro Pete!

Luca Garrò

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