Tunelab.com e la scena rock a Stelle e Strisce

Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Jay Rushing, amministratore delegato di Tunelab Music (http://tunelab.com/), e Nick Moscatello, redattore di una delle migliori testate musicali online d’America. In anni dove il post grunge e il ritorno agli stilemi hard rock sembrano farla da padrone a quelle latitudini, chi meglio di Tunelab poteva raccontarci cosa sta succedendo da quelle parti?

Jay Rushing, Nick Moscatello (Tunelab Music)

5 luglio 2009

Come prima cosa potreste farci una breve storia di Tunelab dagli inizi?
[Jay Rushing] Tunelab è nato nel 2002 come una radio diffusa via internet che si chiamava Audio Aggression. Fu una cosa che misi in piedi con un amico per vincere la noia. Avevamo un buon numero di ascoltatori e cominciammo lentamente a dare notizie relative al mondo della musica durante un pezzo e l’altro. Il mio socio però si trasferì e io decisi di fare un sito che pubblicasse le notizie e che promuovesse lo show che veniva trasmesso sulla radio. Il sito in questione si chiamava Audio Aggression e successivamente smisi di fare le trasmissioni alla radio per concentrarmi maggiormente sul sito web. Continuammo a crescere in termini di popolarità e quindi decisi di regolarizzare il tutto. Per evitare alcuni problemi legali cambiai il nome del sito: da allora il nome fu quello attuale Tunelab, e questa è la nostra storia per sommi capi.

Quali sono i siti maggiormente conosciuti che trattano la musica rock negli States? A parte il vostro ovviamente…
[Jay] Direi che i due più noti sono Blabbermouth e ThePRP.
[Nick Moscatello] Scusa di quali altri siti hai bisogno una volta che conosci noi? Quando ero più giovane ero un assiduo frequentatore di ThePRP, Loudside, Shoutweb e Farmclub. Oggi direi che I migliori sono FMQB, Melodic.net e 411Mania.

Jay al lavoro

Controllando spesso le vostre recensioni e quindi visitando I MySpace delle band che proponete, mi sono trovato più di una volta a scoprire dei dischi interessanti usciti in un breve lasso di tempo, album che probabilmente non arriveranno mai nel nostro paese. Ma è normale che ci sia questo proliferare di band rock negli States oppure siamo in un periodo in cui tutti suonano musica dura?
[Jay] Ci sono sempre state delle band enormi e valide che non hanno mai ottenuto l’attenzione che meritavano, nomi poco conosciuti che meriterebbero più esposizione dei grandi nomi che girano sulle radio. MySpace dà sicuramente una mano a questi gruppi, prima di questa tecnologia queste band erano conosciute solo dai propri compaesani e non c’erano grandi prospettive di uscire dalla propria zona. Uno dei nostril principali obiettivi è essere una sorta di talent scout cercando nuova musica.
[Nick] E’ successa una cosa strana di recente, le band più pesanti stanno diventando la norma anche nel circuito mainstream. E non parlo solo dei nomi enormi come Disturbed, dei Mudvayne o degli Slipknot. Gruppi che hanno un sound molto più pesante come gli All That Remains o I Killswitch Engage stanno ottenendo grandi successi sia in termini di dischi venduti, sia guardando i passaggi radiofonici che stanno ottenendo. Negli ultimi due anni ho cercato di lavorare proprio per portare band e sound sempre più heavy presso le rock radio mainstream, ma questa è un’altra storia.

Lasciando da parte Nickelback, Linkin Park, Godsmack, 3 Doors Down, Papa Roach, Disturbed, Staind e Alter Bridge, potete nominarci qualche band che rientri nell’identikit della perfetta band modern rock statunitense?
[Nick] Onestamente molti gruppi ora come ora puntano a fare il botto con un disco ma non a crearsi un’identità o a stabilizzare il proprio status nella scena. Prendi gli Hinder ad esempio: hanno venduto più o meno 4 milioni di copie con “Extreme Behavior” (il debut record, ndr), hanno avuto diversi singoli in classifica nella top 40 e fatto un sacco di date nei palazzetti nel 2007. Due anni dopo stanno disperatamente cercando di raggiungere il disco d’oro con il loro “Take It To The Limit” uscito sette mesi fa. Non hanno un singolone per la radio pop o rock che sia e la loro etichetta, la Universal Republic, ha messo sotto contratto molte band simili a loro di recente. La musica oramai è semplicemente un modo di sopravvivere oggigiorno, lottando duramente e senza garanzie di successo permanente. Dovessi comunque nominarti dei gruppi che ora come ora stanno avendo success ti direi Saving Abel, Halestorm, Red Cavo e I Pop Evil.
[Jay] Sono d’accordo con Nick, ogni mese nascono e muoiono nomi nuovi e potenziali promesse della scena.
 
Personalmente ho apprezzato parecchio le recenti release di Rev Theory, Shinedown, Jet Black Stare, Another Black Day, BulletProof Messenger…ma quali tra questi nomi avranno davvero un posto stabile nella scena tra una decina d’anni?
[Nick] Dovessi dirti due nomi ti direi Shinedown e spero i Rev Theory. Apprezzo molto i BulletProof Messenger ma devo essere realista…in ogni modo scommetto qualsiasi cosa che da qui a dieci anni Brent Smith (cantante degli Shinedown, ndr) diventerà un solista e non parte di un gruppo.
[Jay] Se la vedi dal punto di vista di un fan, tra dieci anni ti ricorderai benissimo tutti questi nomi, ma se vuoi che ti dica chi davvero avrà un posto importante nella scena tra dieci anni non so risponderti, perché credo che la scena sarà molto diversa tra una decade.

Credete che i brani smielati, o comunque adattati per un pubblico generalista, presenti oramai in tutte le registrazioni di genere hard e modern metal, sia l’unico modo per far sì che le band abbiano una minima esposizione presso i grandi networks? Oppure più semplicemente oramai questo è il modo per comporre un disco hard rock al giorno d’oggi?
[Jay] Diciamo entrambe le cose, sicuramente ci sono gruppi che amano un sound non troppo duro che va incontro al genere che piace alle radio rock. Attualmente le radio stanno affrontando anche loro la crisi economica e hanno davvero paura a mettere su qualcosa di nuovo, in questo modo difficilmente una band poco conosciuta che comunque suona un genere appetibile dalle radio potrà passare nelle trasmissioni. E’ una realtà durissima e la colpa è tutta delle radio. Suonano solo ciò che la gente è abituata ad ascoltare e non variano mai. Ci sono molti artisti che sanno bene come funziona e fanno il possibile per adattarsi a tutto questo, inoltre la pressione delle discografiche per avere brani radio friendly è da sempre fortissima.
[Nick] E’ divertente vedere che parli di pezzi più soft in dischi hard & heavy. Attualmente va di brutto il motto “più forte suoni, più facilmente la gente ti comprerà”! Comunque è vera una cosa: se un brano rock finisce su una radio che fa classifiche o top40 del caso, sarà sicuramente remixato e verrà sistemato ad hoc per piacere agli ascoltatori più mainstream. E’ anche vero che molti gruppi non hanno soldi per fare editing e remix, quindi vanno già sul sicuro piazzando qualche pezzo più soft degli altri. Inoltre c’è da dire che non puoi evitare il bollino ‘parental advisory’ usando parole come ‘sangue’ o ‘sesso’, e una versione non censurata di un disco è un altro costo extra che molte band non possono permettersi…

Nick al lavoro

Parlando di crisi economica, queste band giovani o emergenti come se la passano al momento? Come stanno le stesse etichette?
[Nick] La situazione è brutta. Le band stesse si comprano i propri cd dalle etichette per averli a disposizione quando sono in tour da vendere ai fans e a chi li va a vedere. Molti spesso si dimenticano che riempire di gasolio un tour bus non è proprio una cosa economica da fare, inoltre la gente non spende più 35 dollari per una felpa. Fortunatamente molti si sono accorti di tutto questo, e stanno sviluppandosi festival o band che girano insieme in eventi in cui i prezzi sono dimezzati in tutto, dal biglietto alla birra singola. Quando le etichette capiranno che, anziché pensare a vedere cd e basta, devono concentrarsi maggiormente su come vendere i propri artisti a 360 gradi, allora avremo un punto di partenza per cominciare a superare la crisi che attanaglia anche il music biz.

Dal vostro punto di vista, quali sono le differenze principali tra il mercato Europeo e quello Americano? Come mai band molto valide impiegano anni prima di uscire con un solo cd sul mercato Europeo?
[Nick] Costa un sacco uscire con un disco al di fuori dell’America. Le scene musicali sono diverse in ogni paese, quella inglese è differente da quella francese come da quella italiana. Trovo curioso vedere come band che incidono su major in Europa, come All Ends, Dead By April o Exilia, qui in America non sarebbero su major; di contro band che qua negli States fanno a malapena show nei piccoli club, in Europa vanno a fare sold out nelle arene!
[Jay] Spesso i dischi escono in ritardo già negli States, figurati quanto possono impiegarci le etichette per trovare gli accordi giusti e la distribuzione adatta per farli uscire anche in Europa!

Cambiando argomento, qual è il vostro parere riguardo la reunion dei Creed? E credete che gli Alter Bridge continueranno oppure i Creed riprenderanno a macinare vendite negli States rimanendo insieme ancora a lungo?
[Jay] E’ come sempre questione di soldi. Dovessi dire la mia, direi che il tour e il disco dei Creed, daranno a Tremonti e compagni degli Alter Bridge un bel po’ di soldi da investire nella nuova band. Fin quando Myles Kennedy non si stuferà di aspettare che l’affare Creed faccia il proprio corso, gli Alter Bridge rimarranno vivi e vegeti. Certo è che nessuno sa quanto durerà effettivamente la reunion dei Creed…
[Nick] Sono abbastanza confuso a riguardo. Credo che i Creed debbano alla Wind-Up Records ancora uno o due dischi. I Creed sono sempre riusciti a pubblicare album piacevoli e con grandi singoli, infatti sto aspettando a braccia aperte (dice proprio “I look forward to welcoming their new music with arms wide open :)”, ndr) la loro nuova musica. Invece credo che per gli Alter Bridge il capolinea sia vicino. Myles Kennedy troverà in tempo zero un’occasione migliore e molto molto più grande per la propria carriera. “Blackbird” è un disco stupendo, peccato che debba finire così…

Cosa potete dirci riguardo a “Rock On The Range”?
[Jay] Per un fan è semplicemente uno dei festival migliori che si possano immaginare. Al prezzo di un biglietto normale, assisti ai concerti di gruppi validissimi nella stessa giornata. Per un operatore della comunicazione credo che abbiano fondato una specie di monopolio, ma nei prossimi anni probabilmente anche Tunelab avrà il suo music fest…
[Nick] E’ il più grande evento rock dell’anno, un fan del rock moderno non può perderlo per nessuna ragione al mondo.

Siete mai stati a un festival europeo? E a qualche concerto in Italia?
[Jay] Sono stato in Olanda nel 2004, al Fields Of Rock. Quindi sono andato a Werchter nel Belgio nel 2005. Avevo i biglietti per il Rock Am Ring in Germania nel 2004 ma non sono riuscito a esserci per un imprevisto dell’ultim’ora. I festival europei sono eccezionali, una festa non stop che prosegue anche durante la notte. Non sono mai stato invece a un fest italiano.
[Nick] Non sono mai stato a un festival europeo, ma rimedierò prima possibile! Anzi nella mia prossima visita in Italia farò il possibile per assistere a un concerto nel paese in cui ho le mie radici!

 

Condividi.