VII Sun Valley In Rock Festival

Tengono duro, 'sti ragazzi. Dopo anni di pioggia, freddo, vento e conseguenti vacche magre, quel che rimane dell'associazione culturale "Le Porte della Musica", nata nel 2000 e soffertissima genitrice dell'attuale "gruppo di lavoro", riesce a metter su la settima edizione di quello che era nato come l'appuntamento musicale clou della Val di Sole (nord-ovest Trentino), ed è diventato uno degli happening più seguiti ed importanti dell'intera provincia di Trento.
Si parlava di vacche magre: raccontiamo velocemente la storia di questa manifestazione. La prima edizione del festival si chiuse con un bilancio economico catastrofico, per via della location, la Valpiana, una splendida conca alle falde del parco naturale Adamello-Brenta, caratterizzata purtroppo da un clima dispettoso che fece battere i denti a bands e spettatori per tre giorni. Pur senza nessun act di livello superiore alla portata locale, le spese superarono enormemente le entrate e furono subito guai per l'associazione, che intendeva utilizzare i teorici ricavati per finanziare una scuola di musica moderna. Strinsero i denti e andarono avanti, spostando il festival nei boschi vicini a Malè, capoluogo della valle, per evitare il freddo. Ottennero due edizioni consecutive funestate da una pioggia beffarda e violentissima, che tramutò soprattutto la seconda di queste in una tregenda di fango allucinante, trenta centimetri di melma che fece sciogliere l'ottima giornata di sabato, con le metal bands nazionali Skanners e White Skull come headliners, nel buco clamoroso della domenica, dove soltanto parte delle bands e dello staff erano presenti. Si era giocata la carta delle maggiori attrazioni, con bands che arrivavano già dal panorama più o meno underground di tutta Italia, ma il buco economico si era fatto ancora maggiore. Nuovo cambio di location e avanti. Nel 2003 è la volta di Croviana, in un campo da calcio dove almeno, forse, l'eventuale fango sarebbe stato in pianura. Andò meglio, nonostante in quella torrida estate lo staff dovette lottare per tre giorni contro un'invasione di vespe di proporzioni bibliche, e fu costretto a chiudere la serata conclusiva, col pienone di pubblico, per un temporale che portò pioggia orizzontale e un vento tale da far temere il crollo dei tendoni di palco e bar. A questo punto, tutto sembrava arrivato alla fine.
Poi tanti cambiamenti, in seno alla direzione del movimento, hanno invertito rapidamente la rotta: attraverso la riuscita idea del Sun Valley On The Road (l'associazione porta le bands e il service, il locale paga l'associazione per l'afflusso di pubblico), si ricominciano a ripianare i debiti, e con una quinta edizione al risparmio (ovviamente piovve ancora, finalmente si era sull'asfalto), utilizzando la struttura delle "Contre" di Caldes, nel giro di un paio d'anni si riuscì a ricominciare a pensare in grande. L'anno scorso furono i nostrani Arthemis e Node a chiudere il venerdì e il sabato fu la volta di Stramonio e Alix. Finalmente bel tempo, tanta gente, festival riuscitissimo.

Eccolo qui, il settimo Sun Valley allora: dal 23 al 25 giugno, sempre a Caldes, avremo tre giorni di alternative, metal e tribute bands. Headliners saranno OJM, freschi di registrazione del nuovo album prodotto da Michael Davis (MC5), Alix, band bolognese di rock psichedelico già all'Heineken e in tour europei, White Skull e Skanners, di ritorno, e la main attraction Necrodeath, storica band ligure fautrice di violentissimi ed apprezzati lavori, che hanno portato il loro nome a livelli mondiali. Il bill non è ancora completo, ma si presenta già da ora come l'edizione più importante di sempre per il festival, che ha forse smarrito il significato di main stage per le bands locali, ormai poche, ma ha sicuramente acquisito un'importanza più ampia in termini di attrattività.
La location scelta è, come detto, la località "Contre" di Caldes, un centro sportivo/ricreativo meravigliosamente incastonato in un'ansa del torrente Noce, notissimo a livello internazionale per gli sport fluviali. Ci saranno ovviamente vari bar e cucina tipica, e la possibilità di campeggiare vicinissimo ai boschi del Brenta settentrionale oppure di pernottare in un hotel contiguo alla zona. Il tutto, come è sempre stato, rigorosamente gratis. Cioè niente prezzi d'ingresso 'modici': il festival sarà del tutto gratuito. Nessuno pagherà alcun biglietto d'ingresso.
Long live Sun Valley allora, una specie di linfa vitale per una valle ricca di natura, sport, turismo, ma anche di malessere e disagio giovanile. Tre giorni che possono servire a non far sentire la Val di Sole soltanto come un transito per arrivare alle piste di Folgarida, Marilleva, Madonna di Campiglio e Passo del Tonale.

Special Thanx to Renato Daprà

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