A Rainy Day In Bergen

4.5/5
A Rainy Day In Bergen è un progetto attivo dal 2006 a nome Underscore che miscela alternative, new wave, prog rock ed electro pop. Bergen è una città costiera di 250.000 abitanti della Norvegia sud-occidentale, secondo centro più popoloso del paese dopo la capitale Oslo. Il mare è cio che accomuna questa località a Salerno,

A Rainy Day In Bergen è un progetto attivo dal 2006 a nome Underscore che miscela alternative, new wave, prog rock ed electro pop. Bergen è una città costiera di 250.000 abitanti della Norvegia sud-occidentale, secondo centro più popoloso del paese dopo la capitale Oslo. Il mare è cio che accomuna questa località a Salerno, luogo di provenienza della band. Bergen è soprannominata la città della pioggia o la Seattle europea, in quanto la media annuale delle precipitazioni, supera i 2000 millimetri. Appartenente alla realtà nord-europea, socialmente e climaticamente molto diversa da Salerno, è vista dalla band come “la controparte europea di quella Seattle che ha battezzato la corrente del rock anni ’90.”

L’album è molto curato e di pregevole fattura. I brani sono eseguiti in modo ineccepibile denotando una ottima padronanza degli strumenti e della voce. L’assenza della chitarra, sostituita dai synth, fa sì che gli A Rainy Day In Bergen non siano completamente catalogabili in un determinato genere (punto a loro favore) e permette loro di spaziare maggiormente durante la scrittura dei brani. Il disco ha un mood molto malinconico e vagamente sognante che trasporta l’ascoltatore a percepire le varie sfumature sonore e ad intraprendere un viaggio all’interno di se stesso.
Il malinconico piano e l’incidere cadenzato di “Perhaps”, ci introducono al disco con una musicalità e una melodia davvero sorprendenti. Passando per “It Has Left”, altro brano curatissimo e ben congeniato, si arriva alla terza traccia “Struggling For Breath”, una delle più riuscite dell’intero lotto, fusione perfetta tra post rock, electro pop, alternative e progressive pop. Riminiscenze di Muse,Tool, Placebo, fino a giungere a Katatonia, e Seethings, sono riconoscibili nel sound della band che, in tal modo, cerca di tirarsi sempre fuori dagli schemi: basso distorto, voce sempre sugli scudi e delicate melodie di piano e synth. Si prosegue con l’energica “Grey Haze”, quindi un momento quasi di pausa con la delicata “A Thousand Universes”, quindi la voce elettronica fa da preludio a “Gotta Enjoy”. L’energico finale di “My Way To” ci porta a “Children On Birthday” brano che si uniforma un pò troppo ai precedenti e non ha lo stesso mordente delle altre tracce. Il disco si conclude con altri due ottimi pezzi “Worried About Everything” e “Not Beyond Tomorrow”.
Lavoro qualitativamente molto interessante.

Luigi Di Lorenzo

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