Alba Caduca Babele

3/5
Alba Caduca: bel monicker di una band tutta italiana votata all’unione tra rock, elettronica, e industrial-rock sullo stampo dei Nine Inch Nails. Melodia, aggressività, ritmo e carica, unite a liriche affascinanti, è questa la loro formula, che impreziosisce una struttura tipicamente e selvaggiamente rock con un buon lavoro di campionamenti, synth e quant’altro. “Babele” è

Alba Caduca: bel monicker di una band tutta italiana votata all’unione tra rock, elettronica, e industrial-rock sullo stampo dei Nine Inch Nails. Melodia, aggressività, ritmo e carica, unite a liriche affascinanti, è questa la loro formula, che impreziosisce una struttura tipicamente e selvaggiamente rock con un buon lavoro di campionamenti, synth e quant’altro. “Babele” è il loro terzo disco, dopo un percorso denso di avvenimenti interessanti (per questo vi rimando alla consultazione del loro sito ufficiale peraltro ben fatto). “Babele” è un’orgia di momenti drammatici, intensi e teatrali (l’intro “Eloquio del castigo” e “Protector” un brano che alterna sonorità goticheggianti a commoventi passaggi melodici), che talvolta si fanno apocalittici e aggressivi ma senza mai nascondere una spiccata tendenza per la melodia.

I Litfiba di “Desaparecido”, i Novembre di “Materia” e gli Elettrofandango (un’altra interessantissima giovane realtà italiana) fanno a botte influenzando tutte le sonorità del disco, ma gli Alba Caduca hanno anche personalità propria e ne hanno da vendere. L’energia e la carica che trasmettono regnano sulla title-track, dove il fantasma di Trent Reznor si aggira…Forse il genio statunitense rientra nel bagaglio culturale e musicale della band, sembra proprio essere così. Insomma, gli Alba Caduca sono una realtà che ci sa fare, suonano bene, sono ben prodotti e mettono passione in quello che fanno. E queste sono già ottime caratteristiche per sfondare nel mondo della musica e farci aspettare con ansia il nuovo lavoro.

Manuel Ghilarducci

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