Alberto Donatelli Non Calpestare Il Mio Giardino

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Girovagando qua e là su internet, ho notato che Alberto Donatelli non era un nome a me sconosciuto, anche se quando mi sono trovato in mano il suo cd subito non ho capito. Già alcuni anni fa mi era capitato di vedere su youtube un video dove un ragazzo cantava degli occhi della sua amata

Girovagando qua e là su internet, ho notato che Alberto Donatelli non era un nome a me sconosciuto, anche se quando mi sono trovato in mano il suo cd subito non ho capito. Già alcuni anni fa mi era capitato di vedere su youtube un video dove un ragazzo cantava degli occhi della sua amata che ricordavano quelli di Alessia Merze del fatto che aspettasse un suo sms sul cell. Questo ragazzo era Alberto Donatelli. Ora il capello lungo si è accorciato, l’aria si è fatta più seria e questo “Non calpestare il mio giardino” è il terzo album del cantautore capitolino, prodotto da Donatelli stesso e Massimo Coppola.

“…se introduci un po’ di anarchia,
se stravolgi l’ordine prestabilito…
tutto diventa improvvisamente caos!
Io sono un agente del caos!
E sai qual è il bello del caos?
È equo. ”
Joker
Questa è la citazione, tratta da “Il cavaliere oscuro“, che Alberto cita nel booklet del suo cd come “commento immaginario” alla prima traccia, “Il trailer (del mio giardino)” e, data la caratura del personaggio citato e l’assenza di testo nella stessa, l’accostamento può anche considerarsi azzeccato.  Peccato che già con “Va be'” l’anarchia non appaia, l’ordine prestabilito da stravolgere non viene stravolto e il caos gira alla larga, lasciando Alberto un normale agente. Magari non immobiliare, ma la proposta musicale che ci viene fatta è piuttosto statica, e il problema è presto detto: le influenze maggiori sono Vasco Rossi e Ligabue.
“Non calpestare il mio giardino” è un album in un certo senso banale, che ripropone gli stili e le modalità dei due “rocker” nostrani, portando a quella che credo si rivelerà una poco lungimirante scelta artistica e commerciale: se a me piace Ligabue mi ascolto Ligabue, non uno che lo scimmiotta. Nonostante alcune melodie azzeccate, l’ottimo packaging del cd con tanto di libretto ben curato con foto e testi, in aggiunta a del materiale extra presente sul supporto in formato di video, monologo teatrale, sceneggiatura di un cortometraggio, un fumetto e un articolo, non posso dare la sufficienza a questo lavoro che risente della mancanza, a mio parere, di personalità nel voler tentare un qualcosa di più rispetto a quello che la scena italiana, già spesso misera, ci propone giornalmente.

 

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