Alfa Nefer Maschere e Deserti

4/5
Si chiamano Alfa Nefer e sono di Livorno: Alessio Consani, Fabio Giovanneschi, Ruggero Colozzo, Simone Mazzoncini e Federico Dalli propongono un progressive rock ben conscio della tradizione italiana settantiana del genere e altrettanto ancorato nella modernità (con influenze oscure e tinte talvolta darkeggianti ed esotiche). Chitarre massicce, linee vocali di alto livello, tastiere, atmosfere variegate

Si chiamano Alfa Nefer e sono di Livorno: Alessio Consani, Fabio Giovanneschi, Ruggero Colozzo, Simone Mazzoncini e Federico Dalli propongono un progressive rock ben conscio della tradizione italiana settantiana del genere e altrettanto ancorato nella modernità (con influenze oscure e tinte talvolta darkeggianti ed esotiche). Chitarre massicce, linee vocali di alto livello, tastiere, atmosfere variegate compongono una miscela musicale dove la tecnica, l’esperienza e l’energia ci regalano una band in ottima forma praticamente sotto ogni punto di vista. “Maschere E Deserti” non è solo un disco ottimamente realizzato, suonato e prodotto, ma anche un bagaglio poetico e lirico decisamente interessante e affascinante, con richiami esotici e aldilà del tempo che non scadono mai nel “già sentito”.

Ogni composizione contiene diverse sfaccettature e diverse anime: ne sono esempi la stupenda “Contessa”, che contiene un interludio pianistico mozzafiato, la bellissima “Alcatraz”, l’opener “Wiesenthal” e l’epica “Luna”. Le linee vocali, vicine, per chi scrive, a quelle del Pelù dei tempi d’oro (ma con una maggiore estensione, fortunatamente), si sposano perfettamente con l’onnipresenza delle tastiere e del pianoforte, che impreziosisce il lavoro di base prettamente rock svolto dalla sezione ritmica, ovvero chitarre, batteria e basso.

La delicatezza delle soluzioni musicali e l’ottima competenza di ogni elemento della band rendono “Maschere E Deserti” un lavoro dedicato ai palati fini e ai fans del progressive rock intelligente e non votato alla mera esecuzione cristallina della tecnica. Sulla base di quanto ho ascoltato, posso salutare gli Alfa Nefer come una delle realtà più valorose e intelligenti dell’attuale panorama italiano e, in primis, toscano. Alla faccia di tanta banalità che ci (e mi) tocca sentire.

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