Aluatta Aluatta

3/5
Genova è una fucina musicale impressionante: non serve scomodare realtà storiche che tutti ben conosciamo, basta prendere atto di come la città ligure produca incessantemente sempre nuovi progetti musicali. Uno di questi sono gli Aluatta, quattro ragazzi dediti a un funk-rock dove si sentono massicce le influenze di Red Hot Chili Peppers, Jamiroquai e Living

Genova è una fucina musicale impressionante: non serve scomodare realtà storiche che tutti ben conosciamo, basta prendere atto di come la città ligure produca incessantemente sempre nuovi progetti musicali. Uno di questi sono gli Aluatta, quattro ragazzi dediti a un funk-rock dove si sentono massicce le influenze di Red Hot Chili Peppers, Jamiroquai e Living Colour: chi ha ascoltato queste tre band sa perfettamente cosa si troverà nel dischetto, cioè ritmiche di forte impronta funky, pulite e ben realizzate, alternate a riff di matrice più rock-crossover, batteria in shuffle, basso convinto e sostenuto. I colori espressi dai brani sono piuttosto accesi, i ritmi sostenuti ma mai aggressivi e il mood generale è spensierato e dolce ma non cade mai nello sdolcinato, nemmeno sulla più intima “Light”, dove la chitarra pennella ottimi accordi e la voce si fa più soft e si distanzia dai due brani d’apertura, “11 Am” e “Self-made Man”, più vitali e accesi.

Con “Good Idea” si torna a rispolverare i vecchi fasti dei Red Hot Chili Peppers di “Blood Sugar Sex Magic”, un disco che ha segnato un’epoca introducendo massicce dosi di funky nel rock e realizzando un connubio equilibrato tra più sonorità, condividendone il minimo comune denominatore del groove; ed è proprio un bel groove che “Good Idea” possiede, grazie al basso e alla chitarra che dialogano in perfetto timing. La mia critica va al vocalist per due motivi sostanziali: in primo luogo per una troppo ricercata somiglianza con Kiedis e in secondo luogo per una pessima pronuncia in inglese, che, pastosa com’è, rende non intelligibili le liriche. Il timbro è comunque buono e molto gradevole, sebbene lo spettro vocale non sia poi così ampio. Gli Aluatta sono una band che ha del talento e che mi auguro di veder crescere musicalmente nei prossimi anni, raggiungendo magari qualche apprezzabile risultato: suonano bene, hanno le idee chiare e tutte le carte in regola per far impallidire gli ultimi dischi dei RHCP!

Manuel Ghilarducci

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