Axiom Truths Denied

3/5
Amanti di Symphony X, Nevermore, Testament, Redemption e Megadeth, che non disdegnate qualche ripassata di sano e brutale death metal (leggasi Decapitated o Cannibal Corpse), concentratevi su ciò che state per leggere. So che andate raccontando che vi piace il prog, ma non è vero: a voi piacciono la tecnica e la potenza, e nel

Amanti di Symphony X, Nevermore, Testament, Redemption e Megadeth, che non disdegnate qualche ripassata di sano e brutale death metal (leggasi Decapitated o Cannibal Corpse), concentratevi su ciò che state per leggere. So che andate raccontando che vi piace il prog, ma non è vero: a voi piacciono la tecnica e la potenza, e nel disco in questione ce ne sono a tonnellate. Da ora in poi, se già non li conoscete, dato che non sono certo i primi sprovveduti che passano per strada (quello di cui vado a parlarvi è il loro terzo full-length e sono attivi dal 1996 e conosciuti anche in Giappone), aggiungete al vostro bagaglio musicale anche i nostrani Axiom. Gli Axiom sono una di quelle bands metal in tutto e per tutto. Prendete strutture strumentali tecniche, veloci e tirate, di matrice power-prog-thrash, metteteci sopra una voce growl incazzata nera e una pulita che la inframezza ogni tanto, condite il tutto con una batteria che picchia e con tastiere che sanno moltissimo di Symphony X e avrete compreso già tutto prima ancora di ascoltare.

Truths Denied” è roccioso, granitico e potente, dà all’ascoltatore tutto quello che cerca, ripagandolo ottimamente dei soldi spesi. Visto da un’ottica obiettiva, il disco non fa acqua quasi da nessuna parte: unica nota dolente, la ripetitività: i brani si somigliano un po’ tutti e si fa fatica ad arrivare fino in fondo. Per questo motivo fare un track-by-track è impossibile, tuttavia vi segnalo l’intro strumentale e brani come “Scar” (bellissimo pezzo, ottime le tastiere del simpaticissimo Lello Acampa), “Human Race” e “State Of Grace”. Chi è avvezzo a questi stili, invece, dovrebbe smetterla di ascoltare le migliaia di band-burattine che vengono dagli States e dedicarsi a questa brillante realtà tutta italiana.

Manuel Ghilarducci

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