Broken Cords E tu Lo Sai?

3.5/5
“Tu Lo Sai?” è il primo album della band Barese Broken Cords sotto l’etichetta friends of music, etichetta indipendente genovese, con la quale il gruppo collabora da Gennaio 2011. I Broken Cords nascono nel 2006 e già da allora si fanno notare grazie ad il demo “Fairy Sound”, da lì inizia l’ascesa che li condurrà

Tu Lo Sai?” è il primo album della band Barese Broken Cords sotto l’etichetta friends of music, etichetta indipendente genovese, con la quale il gruppo collabora da Gennaio 2011. I Broken Cords nascono nel 2006 e già da allora si fanno notare grazie ad il demo “Fairy Sound”, da lì inizia l’ascesa che li condurrà alla vincita di molti festival e ad una stagione live intensissima (hanno infatti condiviso il palco con Amor Fou, Almamegretta, Alex Britti, Andy dei Bluvertigo e molti altri) fino all’incisione di questo lavoro. Attraverso la loro musica i ragazzi esprimono riflessioni e sensazioni sul mondo, raccontano incontri e relazioni vissute, esprimono la reazione alle difficoltà del loro tempo, tirando fuori la propria rabbia ed il proprio tentativo di ricerca di un cielo più nitido e di sensazioni più intense.

L’album ammicca molto alla scena pop rock italiana dell’ultimo decennio, ma il sound risulta complessivamente più corposo e cupo, senza disdegnare echi di respiro più internazionale. Tutte le tracce dell’album hanno un sound incisivo con una base ritmica solida e di sicuro impatto.  “Tu Lo Sai?” è la traccia di apertura: l’arrangiamento e la scelta dei suoni sono ben curati e ci trasportano in una bella atmosfera fatta di cambi di ritmo, bei riff di basso e una batteria veramente incisiva. Questa è la sensazione che si percepisce andando avanti nell’ascolto, “Resta” merita a livello di ritmica con una parte di batteria ottima che arricchisce in maniera esemplare il brano utilizzando passaggi sul ride quasi in stile progressive; niente di scontato parlando di sonorità anche in “Noi e Me”: il basso dà un supporto eccezionale e rende il tutto molto “pieno”. Brano dopo brano da “Mi Piace Scavare”, passando per “Sette” e “34km a Nord” capiamo quanto la qualità dei suoni e dell’arrangiamento incida in ogni singolo minuto, rendendo melodie e armonie abbastanza semplici piacevoli da ascoltare e con un sound graffiante, crudo e di sicuro impatto; perfino quando il pianoforte viene lasciato in primo piano come unico strumento in “Al Vento E Alla Luna” sentiamo una equalizzazione che enfatizza molto i bassi per esprimere questo senso di pienezza tipico del sound dei ragazzi. Seguono “Ad Amsterdam”, “Occhi Negli Occhi”, “Volto Al Cielo”, e “Pastiglia 5-8″ che confermano l’ottima scelta di suoni caldi, dry (con qualche gioco di delay ogni tanto sulle chitarre), molto accattivanti e dove tutte le parti sono ben amalgamate e suonate con tiro e potenza.

Chiude l’album “L’uomo Sotto Il Cappello” che ci regala una bellissima atmosfera grazie ancora alle ottime sonorità e all’intreccio perfetto tra tutti gli strumenti. L’album inoltre vede la collaborazione attiva di Stefano Cabrera (Afterhours, Cristicchi, Motel Connection) agli archi, di Zibba (noto cantautore, vincitore del premio Bindi 2011) sul brano “L’uomo Sotto Il Cappello” e di Andrea Celeste (nota voce jazz) nei cori di “Vento Alla Luna”.  Buonissimo debutto della band che sa regalare un sound personale e che si distingue per qualità sonora e per un alto livello di qualità degli arrangiamenti rapportati al genere.

Simon Ciffa

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