Chamberlain Relax, Enjoy the Crisis

4.5/5
“Ai Chamberlain piacciono gli artisti che parlano con la propria arte e nient’altro, perché non serve altro per parlare.” Così, con poche incisive parole, i Chamberlain si definiscono. Ed effettivamente è proprio questo che si riscontra nella loro musica. Nove brani, mai scontati, fondono meccaniche alternative classiche, accordi indie ed un pizzico di nostalgia, tanto per

“Ai Chamberlain piacciono gli artisti che parlano con la propria arte e nient’altro, perché non serve altro per parlare.” Così, con poche incisive parole, i Chamberlain si definiscono. Ed effettivamente è proprio questo che si riscontra nella loro musica. Nove brani, mai scontati, fondono meccaniche alternative classiche, accordi indie ed un pizzico di nostalgia, tanto per non farsi mancare un richiamo a band blasonate come Pearl Jam.
Superstition” e “Moon In June” sono i must-have di questo “Relax, Enjoy The Crisis”: la prima è capace di incantare, grazie ai frequenti ed ipnotici riff di chitarra, la seconda è molto influenzata dalla musica indie (vedesi Wombats). Ma è da “Sailing Soul” in poi che i cinque tirano fuori il meglio. Le atmosfere diventano ovattate; pad eterei avvolgono tutto come un manto di neve; voci calde si articolano nella mente dell’ascoltatore. Il tutto in un turbinio di sensazioni incredibili, fino alla chiusura di “Not Here, Not There”.
Ascoltare “Relax, Enjoy The Crisis” è come un’indescrivibile vacanza, semplicemente vorresti che non arrivasse mai la fine; i pezzi che lo compongono sono tutti al posto giusto, niente stona, tutto è a tempo. “Relax, Enjoy The Crisis” è un gran bel disco da ascoltare e riascoltare.

Marco Cella

 

 

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