Dumbo Gets Mad Elephants At The Door

4/5
Tutti siamo stati bambini, e tutti abbiamo visto i cartoni della Disney, Dumbo compreso. E quella scena così strana, in cui l’elefantino aveva le allucinazioni e vedeva una serie di elefanti rosa ballare e cantare, è rimasta impressa a molti; tanto che c’è chi, come questo ragazzo, ha pensato di adottare la scena addirittura come

Tutti siamo stati bambini, e tutti abbiamo visto i cartoni della Disney, Dumbo compreso. E quella scena così strana, in cui l’elefantino aveva le allucinazioni e vedeva una serie di elefanti rosa ballare e cantare, è rimasta impressa a molti; tanto che c’è chi, come questo ragazzo, ha pensato di adottare la scena addirittura come monicker del proprio progetto. La musica proposta dal progetto (che è poi una one-man band, con la collaborazione della vocalist che canta in alcune delle tracce) è allucinata e psichedelica ed è innegabilmente debitrice sia dei soliti Pink Floyd, che degl Ozric Tentacles, dei Flying Lotus e pure, anche se in minor parte, della musica sperimentale e ambientale della Cold Meat Industry. Scenari psichedelici intrisi di sensazioni anni ’70 (“Plumy Tale”), esperienze elettroniche più contemporanee sulla scia di Kid-A o dei Massive Attack (“Marmelade Kids”, “Limbo’s Village”) e brani quasi al limite del progressive italiano anni ’70 e del free jazz (“Sleeping Over”) vanno a braccetto con tracce più vicine a una libera (e intelligente) interpretazione dell’odierno indie-rock, con strutture leggermente più semplici e melodie più sottolineate (“Harmony” e “Eclectic Prawn”).

Chitarre acustiche ed elettrificate, synth, hammonds e dolcissime linee vocali femminili contribuiscono a creare un disco variegato eppur coerente, interessante, stimolante ed intelligente. Non molto spesso ci si trova davanti a tanta professionalità e tanto gusto alla prima prova. Fortemente underground e incredibilmente affascinante, “Elephants At The Door” farà la gioia degli amanti della psichedelia, dell’ambient e della musica creativa. Uscito per la Bad Panda Records, che ci vede sempre lungo, questo disco è altamente consigliato e, ne sono sicuro, ce lo ricorderemo un domani come la pietra di partenza di un cammino musicale fortunato, perché di talento qua ce n’è e si sente. Fatevi sotto, la scena underground italiana è quanto mai viva ed è opportuno goderne i frutti.

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