Eclettica Eclettica

1.5/5
Da Livorno arriva il demo degli Eclettica, band che propone pezzi pop/rock cantati in italiano. I componenti Massimiliano Simi (voce/chitarra), Alessandro Simi (voce/tastiere), Andrea Schiavetti (basso/cori) e Andrea Carnieri (batteria) dichiarano di ispirarsi ai migliori gruppi rock italiani e stranieri. Credo che, mantenendo le dovute distanze e proporzioni, sia giusto collocare il loro lavoro sulla

Da Livorno arriva il demo degli Eclettica, band che propone pezzi pop/rock cantati in italiano. I componenti Massimiliano Simi (voce/chitarra), Alessandro Simi (voce/tastiere), Andrea Schiavetti (basso/cori) e Andrea Carnieri (batteria) dichiarano di ispirarsi ai migliori gruppi rock italiani e stranieri. Credo che, mantenendo le dovute distanze e proporzioni, sia giusto collocare il loro lavoro sulla scia di Litfiba, Timoria, il primo Ligabue, mentre per gli artisti internazionali sono presenti richiami ai migliori Europe e ad alcune uscite di Queen e Deep Purple. Il cd si apre con “Destinazione incognita“, pezzo abbastanza sparato e dalla chiara impronta rock anni ’70. Purtroppo per il quartetto toscano emergono subito i limiti: pessime scelte di metrica e testi troppo lunghi per i significati espressi, frequenti momenti in cui tempo e intonazione sono tremolanti e la voce è troppo sgraziata.

Nelle lente e prolisse “Novembre“, “Chiedendomi perché” e “Katy” risulta imprecisa la sincronia tra gli strumenti e la voglia di cambiare traccia arriva subito data anche l’inconsistenza musicale dei brani. Mi dispiace ma anche la produzione e i suoni non aiutano di certo canzoni che potrebbero reggersi solo su sonorità particolarmente azzeccate, visto che tutto il resto non sta in piedi. Probabilmente chi ha scritto i pezzi si è sforzato di mettere al fuoco più carne possibile e il risultato si sente: divagazioni di tutti i tipi sui soliti accordi, senza uno straccio di filo conduttore. L’andamento generale pare brancolare nel buio di brevi idee compositive tirate per i capelli in modo da farle arrivare ai quattro/cinque minuti canonici ma spesso, come in questo demo, eccessivi. Riconosco comunque che alcuni spunti sono molto buoni, uno su tutti l’assolo di chitarra alla fine della terza traccia. Per recuperare le speranze perdute non bastano nemmeno le ritmiche spezzate di “Mistica“, oltretutto scomposte e leggermente sfasate sul tempo. Seguire la conclusiva “Diavolo” pensando al significato del testo è qualcosa di imbarazzante considerata la sciatteria del pezzo e alla band, che non è composta da ragazzini alle prime armi. In conclusione questo lavoro è da rivedere sotto tutti i punti di vista. Capisco che un demo possa essere imperfetto ma in questo caso sento composizioni troppo approssimative, quindi non me la sento di passare sopra ad eventuali errori imputabili alla furia messa nel registrare tutto in tempi umanamente sostenibili.

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