Humanoalieno Humanoalieno

3.5/5
“Humanoalieno“, secondo album (se non contiamo la soundtrack “Sembianza” del 2007 e l’ep “Status quo”) dell’omonima band casertana, è un prodotto caratterizzato da luci ed ombre. I cinque infatti convincono con un cd dalle basi solide, ma con alcune dissonanze che potrebbero essere state eliminate o sostituite. Si comincia (dopo un intro non originalissima, ma

Humanoalieno“, secondo album (se non contiamo la soundtrack “Sembianza” del 2007 e l’ep “Status quo”) dell’omonima band casertana, è un prodotto caratterizzato da luci ed ombre. I cinque infatti convincono con un cd dalle basi solide, ma con alcune dissonanze che potrebbero essere state eliminate o sostituite. Si comincia (dopo un intro non originalissima, ma comunque di effetto) con “L’eredità”, canzone veloce, briosa e spumeggiante che fa presagire l’inizio di qualcosa di speciale.

Questa atmosfera è tenuta viva dalla eccezionale “Figli di gente perbene”, caratterizzata da riff di chitarra stuzzicanti ed un testo poetico ispirato, e da “Polvere”, rifacimento di una canzone di Enrico Ruggeri. Tra le altre spiccano “Mono” e “Umano Alieno”, molto eteree e leggere, tutto sommato orecchiabili e coinvolgenti. Il punto forte del gruppo sono proprio i testi, ben congeniati e avvolgenti, in grado di piacere già al primo ascolto. L’unica vera pecca di questa produzione (curata da Cristiano Santini) è l’aver affiancato a pezzi veramente ben fatti, altri decisamente monotoni e scontati che non aggiungono niente di nuovo ad un panorama rock italiano che richiede svolte fresche.

Marco Cella

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