L’Amo Di Primavera in Primavera

3/5
Caos e melodia è ciò che rappresenta “Di Primavera in Primavera” il primo album dei partenopei L’Amo: titoli irriverenti  e molta confusione che in realtà lasciano spazio  a profonde riflessioni e melodie scanzonate. Tanta attitudine punk e synth spinti all’ennesima potenza rendono il sound della band molto particolare e ben curato. La scelta stilistica di

Caos e melodia è ciò che rappresenta “Di Primavera in Primavera” il primo album dei partenopei L’Amo: titoli irriverenti  e molta confusione che in realtà lasciano spazio  a profonde riflessioni e melodie scanzonate. Tanta attitudine punk e synth spinti all’ennesima potenza rendono il sound della band molto particolare e ben curato. La scelta stilistica di utilizzare la voce molto al di sotto degli strumenti  però, li penalizza un po’ in quanto non sempre il cantato risulta chiaro e comprensibile. Energia a mille nei primi tre pezzi: “Dura la vita del superdotato”,  “Curzio Malaparte” e “Eziologicamente” che ci trasportano in universo punk e melodie synth pop. Nonostante l’irriverenza e la bonarietà dei titoli delle canzoni, i testi dei brani lanciano spunti interessanti: “quel che comincio non finirà mai/la mia miglior qualità/lasciare tutto a metà”, “Le parole sono orpelli del metal”.

Nella quarta traccia “Mario Orsini va in città” i synth vengono spinti ancor di più, creando degli enormi arcobaleni musicali. Dai titoli, “Aurelio De Laurentis Musa e Maestro”, “Sulla Svirilizzazione di Quagliarella” emerge il loro amore per la SSC. Napoli, mentre con “Dale Cooper sei un feeesso!” strizzano l’occhio al grande David Lynch (Dale Cooper è il protagonista della serie televisiva “i segreti di Twin Peaks” creata da Mark Frost e  Lynch). La durata dei brani è molto breve e per questo motivo si può dire che il disco è davvero una botta fulminea di energia assoluta. Dal post punk al synth pop una miscela di sonorità esplosive caratterizza il lavoro della band. La scelta di gettare questo mare di idee nel caos più totale può essere però un’arma a doppio taglio, in quanto se è vero che l’originalità non manca, il fatto di non dare riferimenti, rende alla lunga il progetto musicale un po’ ripetitivo nella sua confusione. Tutto ciò non toglie che un disco così allegro, particolare e scanzonato, ma allo stesso tempo serio e coinvolgente, sia sempre un piacere ascoltarlo.

Luigi Di Lorenzo

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