LeiBei In Cauda Venenum

3.5/5
L’album “In cauda venenum” delle bolognesi LeiBei è un connubio di atmosfere e sonorità che arrivano dal noise-grunge della Seattle dei primi anni novanta, passando ovviamente per la Los Angeles delle L7, alla scuola italiana indie-Rock di inizio secolo. Il cantato in lingua madre è decisamente apprezzabile vista la scelta di testi mai banali con

L’album “In cauda venenum” delle bolognesi LeiBei è un connubio di atmosfere e sonorità che arrivano dal noise-grunge della Seattle dei primi anni novanta, passando ovviamente per la Los Angeles delle L7, alla scuola italiana indie-Rock di inizio secolo. Il cantato in lingua madre è decisamente apprezzabile vista la scelta di testi mai banali con spunti molto interessanti. Il disco si articola su brani di diverso genere e aggressività, con lampi stoner accostati a trame più cantilenanti tipiche dell’indie-pop nostrano. Il gruppo ha un’ottima sezione ritmica, basti ascoltare brani quali, “Argentina mon amour“, interessante sia dal punto di vista ritmico-armonico che  di testo, o “Sticky man“, dotato decisamente di un ottimo groove.

Anche la sezione armonica si sposa bene con il resto del sound, gli arrangiamenti delle chitarre sono più o meno riusciti, il sound Pop-Rock o Post-Rock è buono, sicuramente comunicativo, ma quando bisogna veramente praticare violenza sulle chitarre mancano a tratti di cattiveria. Un encomio va sicuramente all’ottimo lavoro di mixaggio e post-produzione: la scelta dei suoni è impeccabile, la batteria è eccellente ed il sound perfora le casse. Aggiungiamo anche un artwork decisamente curato ed ecco creato un prodotto sicuramente competitivo.

Condividi.