March Division Radio Daydream

2/5
Radio Daydream è il primo album dei milanesi March Division, band formatasi solo nel 2010 ma con all’attivo anni di esperienza anche live con i The Mirrors. Pensavo che la loro proposta si avvicinasse al prog metal, in quanto la copertina e il loro logo ricordava in qualche modo quella scena, invece quello che mi

Radio Daydream è il primo album dei milanesi March Division, band formatasi solo nel 2010 ma con all’attivo anni di esperienza anche live con i The Mirrors. Pensavo che la loro proposta si avvicinasse al prog metal, in quanto la copertina e il loro logo ricordava in qualche modo quella scena, invece quello che mi sono trovato ad ascoltare è un album decisamente influenzato da quel britpop che ha portato al successo gente come Suede, Oasis o Blur. La proposta dei March Division è un po’ più personale, con una maggiore presenza di elementi folk e qualche tocco di psichedelia, ma non riesce ad entrare pienamente nell’ottica britpop proprio per via di queste contaminazioni, se vogliamo chiamarle così.

Non basta cantare in inglese un certo tipo di musica per poter dire di suonare quel genere, e questo è il caso dei March Division: si ispirano al alla scena pop-rock degli anni 90, ma non riescono a sintetizzarla al meglio. Poco pop, mancano melodie che permettano di essere ricordate; poco rock a scapito della componente folk-acustica; una sottile vena malinconica che permea tutte le 9 tracce dell’album. Non è suonato male, la produzione è buona, ma il prodotto finale risulta, nonostante gli sforzi, piuttosto monotono e poco accattivante.

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