Mirrors #1

3/5
Questi ragazzi arrivano dalla provincia di Napoli e si propongono di suonare un rock schietto, rumoroso, ruvido e genuino. Proposito, in generale, facile a parole e talvolta anche nei fatti, specialmente se ci si dimentica di rispettare un livello tecnico decente. Fortunatamente non è il caso dei Mirrors, che confezionano un EP carino, gradevole e

Questi ragazzi arrivano dalla provincia di Napoli e si propongono di suonare un rock schietto, rumoroso, ruvido e genuino. Proposito, in generale, facile a parole e talvolta anche nei fatti, specialmente se ci si dimentica di rispettare un livello tecnico decente. Fortunatamente non è il caso dei Mirrors, che confezionano un EP carino, gradevole e orecchiabile. Francamente, dopo aver letto la descrizione del comunicato stampa mi aspettavo un po’ più di rumore e di “ruvidità sonora” (a la Sonic Youth, per esempio); ma gli arrangiamenti e le strutture lineari, le semplici melodie e le divagazioni acustiche al limite del folk (ad esempio “Bad Side Of The Life”) compongono un dischetto nel complesso piacevole.

Niente di nuovo sotto il sole, sia che ascoltiate le chitarre più spigolose (ma sempre molto contenute) di “I’m Alive”, sia che prestiate attenzione agli arpeggi indie e quasi lo-fi di “Turnin’ Around Words Rise And Shine”. Ma la band sostiene che il loro sound, dopo l’uscita di questo EP, sia in evoluzione, e quindi vedremo cosa ci riserveranno con i futuri ascolti. Per adesso, siamo bene o male nell’ambito di una normalità, cosa gradita se pensiamo a quanti buchi nell’acqua colleziona giorno dopo giorno il nostro panorama musicale emergente…

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