My Darkest Side Death Begins

2.5/5
Quando si dice il canone: in questo disco sono rispettati tutti gli stilemi del death metal: la copertina, il titolo, le liriche. Pure l’artwork del booklet, che ritrae cinque ragazzi romani, i My Darkest Side appunto, ognuno con la maglietta di un gruppo metal; quasi come a voler dire: ascoltiamo questa musica, idolatriamo chi la

Quando si dice il canone: in questo disco sono rispettati tutti gli stilemi del death metal: la copertina, il titolo, le liriche. Pure l’artwork del booklet, che ritrae cinque ragazzi romani, i My Darkest Side appunto, ognuno con la maglietta di un gruppo metal; quasi come a voler dire: ascoltiamo questa musica, idolatriamo chi la suona e ve la riproduciamo così com’è, uguale uguale. Uso i nomi che compaiono sulle magliette per parlarvi delle loro influenze: Children Of Bodom, Lamb Of God, Dissection, In Flames… Una carrellata di gruppi dell’area estrema, si capisce subito. A voler esaminare la musica più a fondo, però, ci si accorge che la musica dei nostri è più estrema e pesante di quella delle bands succitate.

Diciamo le cose come stanno: “Death Begins” è, a tutti gli effetti, un disco per puristi. Ne stiano lontani gli amanti del melodic-death svedese degli ultimi anni (per capirci, quello degli In Flames da “Reroute To Remain” in poi e dei Dark Tranquillity da “Projector” in poi) e soprattutto gli ascoltatori esigenti da un punto di vista stilistico, quelli che, insomma, cercano l’originalità. Dall’opener “My Sixth Sense” alla chiosa di “Terror Of Reality” si respira l’aria del brutal death metal più cattivo e putrescente, veloce, implacabile e monolitico, che segue i dettami della lezione impartita da Cannibal Corpse, Dismember e Decapitated. Intendiamoci bene, i ragazzi sono bravi, Valerio alterna un corposo e profondo growl sullo stampo di Corpsegrinder a uno scream più vicino a Anders Fridén e la sezione strumentale viaggia sparata a una velocità notevole, e qui il plauso va ai blast-beats velocissimi di Demian, che macina come uno schiacciasassi. Ciò non toglie che il dischetto a molti piacerà e che farà attendere spasmodicamente un full-length. Ciò che però dev’essere chiaro sin da subito è che la musica dei My Darkest Side non aggiunge assolutamente niente a quanto già detto da centinaia e centinaia di death metal bands europee e statunitensi. Non che si debba essere originali a tutti i costi, ma si sente che l’aderenza al canone è eccessiva e non lascia spazio ad altri sentimenti che a quello della distruzione senza se e senza ma. Ed è sicuramente questo che la band voleva e che ha ottenuto.
P.S. Il dischetto costa cinque euro. Se siete puristi, è un investimento che potete fare, data l’esiguità della cifra; aiutate anche una giovane realtà italiana a crescere. Altrimenti, investiteli in un Negroni.

Manuel Ghilarducci

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