Omnia Omnia

2.5/5
Nati come cover band nella Vercelli del 1998, gli Omnia si dedicano alla produzione di brani inediti a partire dal 2006 ed emergono sicuramente dalla massa per capacità tecniche e per la discreta cura nella costruzione dei brani. Nel cd omonimo registrato da Stefania Opezzo (voce), Enrico Benvenuto (chitarra), Marco Portalupi (basso), Gianni Gallone (batteria)

Nati come cover band nella Vercelli del 1998, gli Omnia si dedicano alla produzione di brani inediti a partire dal 2006 ed emergono sicuramente dalla massa per capacità tecniche e per la discreta cura nella costruzione dei brani. Nel cd omonimo registrato da Stefania Opezzo (voce), Enrico Benvenuto (chitarra), Marco Portalupi (basso), Gianni Gallone (batteria) e Mirko Mombelli (tastiere) si distinguono pezzi melodici e spensierati costruiti ricorrendo ad elaborazioni ritmiche e dinamiche dosate con sapienza, tastiere e synth ben sfruttati, virtuosismi chitarristici come se piovessero. La potente “Luce in me” apre il disco con una bella intro in tapping innestata su una base con stacchi all’unisono tra i vari strumenti. Il pezzo si sviluppa snodandosi in un incidere piuttosto aggressivo, che comunque non rinuncia alla melodia. Uno dei brani più riusciti del disco. Altri pezzi con andamento sostenuto sono “Il sogno“, pieno di riff potenti, incroci ritmici dall’ottima resa ed elaborazioni strumentali molto dreamtheateriane, e “L’istinto che hai“, personalmente il pezzo che preferisco per capacità di sintesi e liriche degne di nota. La terza traccia “Libera” risulta eccessivamente banale, soprattutto per la linea vocale troppo appiattita sugli accenti della base. Ben riuscito invece l’assolo di chitarra e il successivo sviluppo che riconduce alla melodia principale.

Nel disco si incontrano alcuni brani “sentimentali” come “Scusa“, buono ma l’eccessiva lunghezza lo rende troppo prolisso (in particolare avrei accorciato l’assolo finale), “Sola“, con ottime costruzioni di chitarre e tastiere e un gran bel finale, peccato per strofa e ritornello troppo sanremese per i miei gusti. La conclusiva “Dedica” è un’ottima ballad con costruzioni notevoli nelle armonie e negli arrangiamenti. Molto bello il basso che si muove con gusto sulle voci degli accordi. Ottimo brano per presentare il gruppo e chiarirne le intenzioni è “Omnia“, caricato da un gran riff portante e un buon impatto complessivo. Il gruppo trova spazio anche per un pezzo dall’andamento funkeggiante come “Non ne posso più“, piuttosto ripetitivo e insipido. “Nei guai” è troppo banale e rimane particolarmente sottotono rispetto al resto del cd.
In definitiva gli Omnia hanno fatto un buon lavoro, dimostrando di sapersi muovere bene su sonorità diverse, soprattutto come capacità strumentali. Molte composizioni sono buone e godibili ma mi piacerebbe sentire come si esprimono su liriche che affrontano temi più impegnativi e meno personali, così come sarebbe meglio che si discostassero maggiormente dai loro ispiratori principali, a primo impatto direi Dream Theater e Queen.

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