Pott Rum Emma

2/5
100% Sexy brutal pop. Così si autodefinisce questa band di Siena, molto vicina nel sound a The Styles, vecchi Prozac + (nelle loro manifestazioni più pop) e a un’improbabile cover band italiana degli Strokes. Di brutalità ce n’è molto poca, di componente sexy e quindi fisica, ballabile ed energica molta di più. Una componente che

100% Sexy brutal pop. Così si autodefinisce questa band di Siena, molto vicina nel sound a The Styles, vecchi Prozac + (nelle loro manifestazioni più pop) e a un’improbabile cover band italiana degli Strokes. Di brutalità ce n’è molto poca, di componente sexy e quindi fisica, ballabile ed energica molta di più. Una componente che però sparisce totalmente se ascoltiamo gli altri brani proposti sul loro myspace, tutti piuttosto scialbi e piatti. Il brano in questione, “Emma”, unica traccia di questo singolo (poteva essere un’idea inserire qualche remix, date le potenzialità da rockoteca del brano), è una simpatica canzone dedicata a una stramba amata, tanto stramba che finisce nonostante le sue indubbie qualità estetiche e intellettuali a bucarsi le vene delle braccia.
Tanto è lo stupore del suo innamorato, quando scopriamo poi che la Emma in questione altro non è che una bambola gonfiabile, come quella raffigurata sulla copertina del maxi. Il brano è incalzante, chitarre distorte, batteria sempre attenta e un cantato molto, forse troppo, vicino a quello dei citati The Styles e Velvet (chi se li ricorda?). Giudicare una band da un singolo è impossibile e ingiusto, “Emma” è un brano carino, divertente, ironico, che si distingue più per il suo testo che per le sue sonorità. Nulla aggiunge alla scena alternativa italiana, della quale è diretta e manieristica emanazione, e non si allontana nemmeno dall’iconografia di questa (la storia della bambola gonfiabile è vecchia, molto vecchia).
Manuel Ghilarducci
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