Rewanax Non Hanno Piu Peso Le Ore

3/5
I Rewanax vengono dalla costa Jonica calabrese e sono attivi già da una decina d’anni (sono stati fondati nel lontano 1999) e hanno alle spalle concorsi, demo e attività live piuttosto intensa. Il 2010 è l’anno del loro primo album vero e proprio, intitolato in modo piacevolmente malinconico “Non Hanno Più Peso Le Ore”. Il

I Rewanax vengono dalla costa Jonica calabrese e sono attivi già da una decina d’anni (sono stati fondati nel lontano 1999) e hanno alle spalle concorsi, demo e attività live piuttosto intensa. Il 2010 è l’anno del loro primo album vero e proprio, intitolato in modo piacevolmente malinconico “Non Hanno Più Peso Le Ore”. Il genere proposto dai Rewanax è un rock-pop italiano dove l’“italianità” è fortemente riconoscibile ma è anche arricchita da elementi anglosassoni, evidenti nelle modeste influenze elettroniche (portate dall’ingresso, nel 2007, di Pantaleone Greto) e nelle strutture rock dei brani. Particolarmente gradevole è l’opener “Toglimi Il Respiro”, che richiama, nemmeno troppo alla lontana, le sonorità di “17 Re” dei Litfiba, una band veramente seminale nel panorama italiano, le cui influenze sono spesso rintracciabili nelle realtà più giovani. Il ritornello è più catchy e “sanremese”, ma il brano nel suo complesso è ben lungi dall’essere banale e scontato.

Un velo di malinconia aleggia sulla maggior parte dei brani: “Dritta Al Cuore” (gradevole ma un po’ troppo “negramariana” in certi punti, carini comunque gli accenti talvolta dispari della batteria), la title-track (carino l’arpeggio di chitarra), “Venere”. Più solare e leggera è “Fragile”, un brano che mi richiama un po’ troppo Nek. Tra energia, malinconia e sentimento, alti e bassi, il cd scorre in modo assai uniforme sino alla fine; forse un po’ troppo uniforme, poiché i pezzi non sempre brillano di luce propria. Felici gli arrangiamenti più “ampi” e orchestrali di “Rosa”, veramente buoni; meno felici altre scelte stilistiche semplici e troppo tradizionalmente italiane (“Io Sono Qui”, “Sognami”). In generale la prestazione è buona, sia a livello strumentale che vocale. Meno interessanti le liriche, ma è un punto di vista soggettivo. La produzione poteva essere migliore, main generale il disco è buono e spero proprio che i ragazzi continuino con entusiasmo a fare musica.

Manuel Ghilarducci

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