Shards Nothing Never Lasts Forever

3/5
I torinesi Shards salutano il 2008 con un terzo Ep, segno che la band ha già una storia alle spalle. E a quanto pare questa piccola carriera è meritata, perché la musica contenuta in “Nothing Never Lasts Forever” è graziosa e si lascia apprezzare senza troppa fatica. Si tratta di un alternative pop-rock con forti

I torinesi Shards salutano il 2008 con un terzo Ep, segno che la band ha già una storia alle spalle. E a quanto pare questa piccola carriera è meritata, perché la musica contenuta in “Nothing Never Lasts Forever” è graziosa e si lascia apprezzare senza troppa fatica. Si tratta di un alternative pop-rock con forti influenze british (che compaiono anche nel look della band, guardateli), dove ogni tanto fanno capolino le testoline dei fratelli Gallagher meglio noti come Oasis e anche di quella realtà un po’ misconosciuta che risponde al nome di Death Cab For Cutie. Le composizioni, però, sono improntate sull’intimità (soprattutto la conclusiva e malinconica “Like Worn Graffiti”, ancora bel titolo) e su un velo di “dolce tristezza” che assume connotazioni cantautoriali che mi ricordano qua e là gli Art Of Fighting e Tim Buckley.

La strumentazione è arricchita dal mellotron (su “Unprepared”, “Missing Pieces” e “Like Worn Graffiti”), dal contrabbasso, dalla fisarmonica e dall’hammond: segno molto positivo che palesa la volontà della band di variegare la propria proposta sonora arricchendola con elementi vintage e folk, senza copiare quanto già detto dal sovraffollato panorama brit-pop, ormai sterile, salvo rare eccezioni (leggasi Blur). Tutti i quattro pezzi proposti sono gradevoli, in generale le sonorità di tutto l’Ep sono ben bilanciate e omogenee e dimostrano un livello apprezzabile di maturità artistica e compositiva. Nella speranza che il vocalist Francesco Boieri migliori la sua pronuncia in inglese, gli Shards hanno veramente le carte in regola per diventare una realtà fondamentale nel panorama italiano.

Manuel Ghilarducci

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