Solenoidi Tungsteno

3/5
Band romana nata nel 2008, I Solenoidi ci hanno presentato il loro primo EP “Tungsteno“: tre brani molto diretti, estremamente orecchiabili ed interessanti. L’originalità del gruppo non si fonda sulla ricerca di nuove sonorità, ma nasce dalla commistione di generi associabile probabilmente alle diverse influenze e scuole dei membri della band. La tecnica è buona,

Band romana nata nel 2008, I Solenoidi ci hanno presentato il loro primo EP “Tungsteno“: tre brani molto diretti, estremamente orecchiabili ed interessanti. L’originalità del gruppo non si fonda sulla ricerca di nuove sonorità, ma nasce dalla commistione di generi associabile probabilmente alle diverse influenze e scuole dei membri della band. La tecnica è buona, come il sound, ed anche i testi risultano interessanti e mai banali. “Il Limite“, brano di apertura dell’EP, è il tipico singolo molto diretto e grintoso, un ottimo biglietto da visita. Dopo un inizio in stile ballata Afterhours, lo stupore: bridge maggiore, riff blues e il brano si trasforma in un pezzo alla Lindo Ferretti (prima che impazzisse), fino a prorompere in un accattivante ritornello in stile Dhamm con uno sfizioso arrangiamento della chitarra in armonici. Il Limite” è sicuramente il brano più interessante della band, il ritornello rimane subito in testa, potrebbe addirittura possedere il fattore X.

L’ EP continua con “La Luce di Ieri”, ballata pop-rock alla Negrita, ben arrangiata musicalmente ma non molto originale. L’ultimo brano è “Fiori e Dinamite“: rock-blues ostinato con ritmiche funk; vorrebbe essere un pezzo tirato, ma non rotola a sufficienza. In potenza ha ottimi riff e passaggi interessanti, oltre all’arrangiamento sempre molto curato, ma serve più tiro (forse con un ascolto live o una scelta migliore dei suoni in fase di postproduzione si apprezzerebbe meglio il groove). Nel complesso questo EP è un eccellente punto di partenza, anche se decisamente migliorabile.

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