Soundust Savage Mantra

3/5
Teramo rocks. E’ dalla città abruzzese che provengono i Soundust, cinque ragazzi con l’hard rock nelle vene, un hard rock polveroso, duro, sporco, graffiante, energico ed energizzante. Tutto Jack Daniel’s, stivali texani, Ray-Ban Aviator, chitarre distorte e tanto sudore. Nell’intro del disco una voce ci conduce subito in medias res, con la minacciosa frase “Welcome

Teramo rocks. E’ dalla città abruzzese che provengono i Soundust, cinque ragazzi con l’hard rock nelle vene, un hard rock polveroso, duro, sporco, graffiante, energico ed energizzante. Tutto Jack Daniel’s, stivali texani, Ray-Ban Aviator, chitarre distorte e tanto sudore. Nell’intro del disco una voce ci conduce subito in medias res, con la minacciosa frase “Welcome To The Mantra”: e sono subito riff rocciosi, drumming granitici, in un pastone sonoro che mescola le influenze di Pearl Jam, Motorhead, Zakk Wylde, con l’eredità dell’hard-rock anni ’80, lontano anni luce da certe divagazioni glam o street.

Savage Mantra” è una botta di sano rock dall’inizio alla fine, non concede pause, non lascia un attimo di respiro, e per questo piacerà soprattutto ai fan della musica “che picchia”. I ragazzi sono molto molto bravi, suonano bene e l’ascia di Angelo Angelozzi sforna riff incisivi e assoli al fulmicotone; la produzione è di buon livello, l’artwork del cd curato. L’unico limite se vogliamo è che il lavoro è e resta per puristi, dato che niente aggiunge e niente toglie a un genere vivo da ormai trent’anni.

Manuel Ghilarducci

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