Specially Mind Multiverso

3/5
Quello che mi trovo tra le mani da recensire è l’ultimo lavoro degli Specially Mild, un EP uscito a gennaio 2010 dal titolo “Multiverso” (pare che vada parecchio di moda questa parola ultimamente…). Leggendo quello che scrivono di loro stessi sul foglio di presentazione allegato al cd, si legge che “Le loro canzoni possono essere

Quello che mi trovo tra le mani da recensire è l’ultimo lavoro degli Specially Mild, un EP uscito a gennaio 2010 dal titolo “Multiverso” (pare che vada parecchio di moda questa parola ultimamente…). Leggendo quello che scrivono di loro stessi sul foglio di presentazione allegato al cd, si legge che “Le loro canzoni possono essere ballate malferme che raccontano storie abissali di quelle che più che sulle paginechiare le trovi sulle paginescure, con vetrosi giri di piano e squarci di chitarre che ancora bruciano.” Nonostante la descrizione sia un po’ romanzata, il concetto è centrato in pieno. I loro brani sono un intelligente misto di indie rock, pop e un pizzico di sonorità elettroniche figlie della dark wave anni ’80, merito dei synth di Gianluca Pierini. Altro punto di forza sono i testi non scontati e la voce stessa, sempre di Pierini, molto adatta alla musica che propongono, con quella nota teatrale, più intima che esuberante, che senza troppi tecnicismi comunica emozioni, come in Lettera 22.

Quella meno incisiva invece è Himmlisch (che in tedesco significa celeste), forse per l’eccessiva lunghezza della parte strumentale, sorretta da un ossessivo refrain pianistico per poi riprendere con un altro refrain, stavolta cantato, che conclude il pezzo in un crescendo gridato al cielo di Berlino. Da un lato squisitamente tecnico, trovo difetti per quanto riguarda i livelli dei volumi: la voce ovviamente deve essere sentita, ma in una traccia come ad esempio Tennis Club Ticà il basso è troppo alto, quasi rimbomba, mentre la batteria è relegata un po’ troppo indietro rispetto al resto. Anche le chitarre sono troppo avanti nel mix, però dalla loro hanno un suono tagliente e sporco adatto per le canzoni di questo “Multiverso”.
In sostanza un disco che comunque è positivo, che si apprezza maggiormente più lo si ascolta e che ci propone un gruppo che con un po’ di lavoro in più potrebbe ambire a qualcosa di concreto.

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