The Bankrobber Indifferente

2.5/5
I The Bankrobber sono quattro giovani trentini che hanno avuto la fortuna di farsi notare da Enrico Ruggeri, col quale hanno stretto una sorta di sodalizio che, manco a dirlo, li porterà ben più in alto di altre giovani realtà. Probabilmente Enrico ha rivisto nei ragazzi la reincarnazione dei suoi Decibel di tanti anni fa,

I The Bankrobber sono quattro giovani trentini che hanno avuto la fortuna di farsi notare da Enrico Ruggeri, col quale hanno stretto una sorta di sodalizio che, manco a dirlo, li porterà ben più in alto di altre giovani realtà. Probabilmente Enrico ha rivisto nei ragazzi la reincarnazione dei suoi Decibel di tanti anni fa, con i quali suonava una musica un po’ simile a quella di Giacomo, Emmanuele, Lorenza e Andrea: una miscela di punk-rock-indie-pop frizzante e scanzonata. Pensate ai Prozac +, ai Finley, ai Velvet e ad Alberto Camerini e avrete un’idea assai precisa della proposta musicale della band. L’altra fortuna dei ragazzi è quella di dare alle stampe “Indifferente” (solo io ho letto un velato gioco di parole tra la parola indie e la parola “indifferente”?) non solo con babbo Enrico alle spalle (che firma il testo di “Funerale Di Un Automa”, a mio giudizio proprio il brano meno valido dei tre proposti), ma anche in un periodo di piena hype.

E, ovviamente, i nostri hanno deciso di sfruttarne il lato commerciale: è sufficiente guardare la copertina dell’Ep in questione, dove i quattro ragazzi hanno tutti gli accessori del caso: Rayban Wayfarer (occhiali che adoro dal punto di vista estetico, ma ahimè simbolo dei nuovi cosiddetti indie-rockers), giacchette, camicie a quadri…E ci siamo capiti. “Indifferente” piacerà agli amanti delle band citate nel primo paragrafo e piacerà a chi concepisce la musica come un prodotto industriale e non come arte (io sto con Adorno, mi dispiace). Per chi scrive al dischetto mancano troppe cose: testi interessanti, arrangiamenti accattivanti, energia… Cose che non dovrebbero essere sostituite a pieno dalla commercializzazione spudorata. Speriamo che i ragazzi trovino una maggiore consapevolezza e si costruiscano un domani un’identità veramente indipendente (nel senso della parola!), aldilà di facili mode e facili e fragili mercificazioni.

Manuel Ghilarducci

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