Tizee Non E Piu Tempo Per Noi

1.5/5
Chi si nasconde sotto il monicker Tizee, scritto anche TZ, è un giovanissimo (classe 1992, quindi appena diciottenne) ragazzo di Recco, una splendida località ligure, appassionato di rap e rythm and blues. Le sette canzoni raccolte in questo “Non è più tempo per noi” trasudano un rap italiano di matrice derivativa sulla falsariga degli Articolo

Chi si nasconde sotto il monicker Tizee, scritto anche TZ, è un giovanissimo (classe 1992, quindi appena diciottenne) ragazzo di Recco, una splendida località ligure, appassionato di rap e rythm and blues. Le sette canzoni raccolte in questo “Non è più tempo per noi” trasudano un rap italiano di matrice derivativa sulla falsariga degli Articolo 31 più disimpegnati, degli ultimi Sottotono e dei Gemelli Diversi. Per chi è avvezzo alle produzioni delle bands appena citate, o semplicemente per chi ha visto almeno di sfuggita qualche loro video sulle emittenti televisive più note, non sarà difficile carpire ancor prima dell’ascolto sia il tipo di musica prodotta da Tizee sia le tematiche affrontate. Per tutti gli altri, arrivo io a dare una mano: tipica base hip-hop in 4/4 e cantato molto vicino al vocalist dei Gemelli Diversi, che tenta (talvolta in modo assai maldestro) di inanellare una rima dietro l’altra sull’amore, il dolore ad esso legato, l’alcool e le facili conquiste in discoteca. Tematiche assai giovanili, quindi, che potranno essere apprezzate soltanto da un pubblico di una fascia d’età piuttosto bassa: un problema che non renderà la vita facile al nostro Tizee nello spietato mondo del music business. Ma del resto, navigando un po’ su internet, pare che il ragazzino sia già noto tra le adolescenti, che gli hanno addirittura dedicato dei forum.

Il disco scorre abbastanza velocemente e in modo fluido, avvalendosi di una produzione un po’ troppo ovattata e non nascondendo le diffuse “stecche” vocali, cosa peraltro assai normale per una voce non ancora del tutto formata. Strumentalmente parlando, ripeto, abbiamo una base più o meno uguale per tutto il disco; la voce di Tizee è coadiuvata da alcuni guests, ovvero di una certa Federica (con una voce così maldestra che sfida anche l’ascoltatore più paziente e tollerante) su “Spine Nel Cuore” e di tali “Slim-L. Bomboletta e Gonzo” su “Rischio, Attendo”, un tentativo non credibile di scrivere un brano più diretto e crudo degli altri.

Beh la questione è sempre quella, annosa, dell’età e della sincerità. Senza dubbio Tizee dice e canta quello che pensa, senza sapere che forse tra appena un anno smetterà di pensarlo. E poi si ripropone quella vecchia delle liriche del genere: può un ragazzo di Recco appropriarsi di un bagaglio lirico-culturale (qualora si possa definire tale) che è appannaggio esclusivo della realtà delle gangsta statunitensi, dove i proiettili e le mazzate volano ogni giorno come se fossero ossigeno e dove il disagio sociale è lampante e quantomai lontano dagli standard economico-culturali di una civiltà occidentale europea? Da un lato abbiamo queste liriche improntate sulla “sofferenza di strada”, dall’altro vengono tirati in ballo versi di tutt’altra fattura come “chissà dove sarà la mia dolce metà” (tratta da “Rischio, Attendo”), unitamente alla riproduzione di suoni onomatopeici tanto in voga negli ultimi anni, come “Bum Clap”. A proposito, “Chips” si avvale anche di un campionamento di Marracash.

Prodotto consigliato unicamente ai più giovani, ovvero 10-17 anni non di più. Girerà nei vostri lettori per qualche giorno, e farà da sottofondo a qualche cotta sui banchi delle medie. Se questa è la strada che Tizee vuole seguire, gli faccio i miei migliori auguri; per il resto, sinceramente, dato che qua mi viene richiesto un parere personale, penso che la musica vera sia ben altra. La credibilità non è a casa di TZ. Ma se qualcuno vorrà apprezzare la sua musica, sarà liberissimo di farlo.

Manuel Ghilarducci

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