Violassenzio Andra Tutto Bene

3/5
“Andrà tutto bene…” è il titolo che accompagna questo primo album dei Violassenzio, band ferrarese nata nel 1997 e finalmente arrivata nel 2010, dopo qualche cambio di lineup, al debut album. “Andrà tutto bene…” è anche una frase sospesa, consapevole del presente e in attesa del cambiamento, e questi sono i concetti che i 4

Andrà tutto bene…” è il titolo che accompagna questo primo album dei Violassenzio, band ferrarese nata nel 1997 e finalmente arrivata nel 2010, dopo qualche cambio di lineup, al debut album. “Andrà tutto bene…” è anche una frase sospesa, consapevole del presente e in attesa del cambiamento, e questi sono i concetti che i 4 di Ferrara vogliono portare alle nostre orecchie. L’ascolto richiede indubbiamente del tempo, e non per il fatto che siano ben 14 tracce, quanto per la proposta musicale sfaccettata, forse pure troppo: prendete un ottimo vino, l’esperienza gustativa è un processo complicato che coinvolge vista, olfatto e gusto, per scoprire ogni caratteristica e particolarità del bicchiere in questione. Ovviamente c’è anche chi adora il Tavernello, ma allora i Violassenzio non fanno per lui. Snobismo? Forse sì, ma ogni tanto c’è anche da tirarsela. Il rock inglese degli anni 60/70 è la matrice principale, intersecandosi con attitudini un po’ progressive, per quanto riguarda l’abbondanza di sezioni strumentali nei vari brani, un po’ psichedeliche, per l’uso seppur parco dell’elettronica e delle sonorità che crea, e pure un pizzico di postrock, per scelta dei suoni e atmosfera.

Durante l’ascolto di “Andrà tutto bene…” permane nell’aria un senso di leggera malinconia: “Senza senso” ne è un delicatissimo esempio, mentre l’opener “La luna è un inganno” (che tra l’altro mi ha fatto venire in mente “You” dei R.E.M.) è il lato più ruvido (peccato per l’effetto dato alla voce, che secondo me si poteva evitare). Ad ogni modo il numero dei pezzi ci permette anche di trovare richiami musicalmente più allegri e “rock”, tipo “(Brighton) Jimmy è qui“, “La risposta di Rivana” o “Come cera“. Caso a parte invece è “Quanto mi va“, il brano che è stato scelto come singolo per l’uscita del cd: indubbiamente la scelta è stata azzeccata, lo trovo molto piacevole e mi piace l’andatura da ballata folk, ma è il pezzo che meno rispecchia l’album. Un lavoro positivo, ben confezionato in senso generale, che forse pecca un po’ di inesperienza ma niente che possa influire pesantemente sul giudizio finale.

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