Without Shame Parallel Situations

4/5
Napoletani, nati da un’idea del batterista Frank Dedo, i Without Shame si presentano musicalmente proprio così, come il loro nome, schietti, senza peli sulla lingua né vergogna, e fanno bene. Ciò che esce dalle loro teste e dalle loro mani è un blues influenzato dal rock e dal funk, con molto groove e decisamente ben

Napoletani, nati da un’idea del batterista Frank Dedo, i Without Shame si presentano musicalmente proprio così, come il loro nome, schietti, senza peli sulla lingua né vergogna, e fanno bene. Ciò che esce dalle loro teste e dalle loro mani è un blues influenzato dal rock e dal funk, con molto groove e decisamente ben miscelato e fresco, diretto e senza troppi fronzoli. Il batterista Frank si dimostra piuttosto vigoroso, e brilla di luce propria accanto alle altre due “stelle” della band: il chitarrista Mario Sagliocchi (veramente un bel modo di suonare, tirato, bluesy, ma articolato negli assoli) e la vocalist Rosanna Punziano, una delle più belle voci che mi sia capitato di sentire ultimamente nel panorama italiano.

Molto bello l’incipit “How Many Time”, e sopraffina l’interpretazione vocale nella successiva “How I Make”, tenue e calda song che sicuramente farà scintille se suonata in un club magari in un setting più intimo. Ascoltando il disco ci si accorge come la rabbia sprigionata dalla band si sappia anche, all’occasione, stemperare, in funzione della creazione di brani più radiofonici conditi come nel caso di “Without You” dai fiati, che conferiscono quel tocco di classe in più. Ottimo l’uso di Frank del Charleston in “Highway Blues”, un classico blues-rock che colpisce per la sua immediatezza; buono l’arpeggio iniziale di chitarra condito da armonici che apre “The Memory Of Old Man”, e pure la ritmica funky (con uno scoppiettante slap di basso di Carmine Iossa) di “Dust To Dust”. Davvero un lavoro interessante!

Manuel Ghilarducci

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