Intervista 373K Spiriti Bollenti in emersione

I 373°K si presentano sulla scena delle band emergenti col buonissimo “Spiriti Bollenti”. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Tia Villon, voce del gruppo: Chi sono i 373°K, come nasce il progetto e da quanto fate musica? Noi 373°K siamo nati nel 2008 a Bologna ma siamo giunti alla line-up ufficiale – quella che ha registrato il disco “Spiriti Bollenti” nel febbraio 2011 – nel dicembre 2010, dopo vari cambi di formazione. La band è formata da me (Tia Villon) voce e pianoforte, Stefano Venosta, chitarra ritmica e cori, Vincenzo Adduci, chitarra solista, Rocco Romani, basso elettrico e Francesco Lupi, batteria. Siamo tutti studenti al DAMS di Bologna e ci siamo conosciuti li, tra una lezione e l’altra, ancor prima di ritrovarci nella band. Ormai sono quasi 3 anni che suoniamo, se consideriamo che il nostro primo live, il “battesimo di fuoco”, avvene il 2 aprile 2009 all’ex Transilvania di Bologna.

Il vostro sound ricorda molto quello dei migliori Litfiba. Quanto avete appreso dal rock italiano per la vostra musica e quali gli artisti che sono stati di maggiore ispirazione per voi?
Si hai detto bene: i Litfiba “novantiani” sono indubbiamnente una componente fondamentale nelle nostre influenze; di mio ti posso dire che il disco “Terremoto” l’ho ormai consumato a furia di ascoltarlo. Altri nomi nello scenario del rock nazionale sono sicuramente ancora artisti “novantiani”: i Ritmo Tribale (Mantra e Psycrosonica sono altri due dischi che ho ormai “distrutto”), i Karma, i Timoria, il Ligabue delle origini. Una band del nuovo millenio che stimiamo parecchio sono Le Vibrazioni. In definitiva, posso dirti che sono tante le influenze italiane.

Ed a livello internazionale? Quali artisti guardate con particolare interesse?
A livello internazionale possiamo dire di avere gusti molto vari, che spaziano dal rock più classico, al metal, al glam, al rock ‘n’ roll… Senz’ombra di dubbio una band che si sente all’interno del nostro disco – “Spiriti Bollenti” – sono i Guns n’ Roses di “Apettite for destruction”: un hard rock semplice, immediato, energico, con venature melodiche… insomma, tutto quello che si può volere da un disco di buon Rock ‘n’ Roll!

Il vostro ultimo disco è “Spiriti Bollenti”. Quali le sensazioni che volete trasmettere al pubblico?
Musicalmente parlando, sensazioni energiche; ci piace pensare che chiunque, ascoltato il nostro disco, si senta carico e pronto a “spaccare tutto”. Il rock ‘n’ roll d’altronde è anche questo: serve a scuotere il corpo, ma anche – e soprattutto – la mente.
Per quel che riguarda le sensazioni prodotte dai testi, il discorso è un po’ più articolato: le riflessioni che generalmente conduco nelle liriche vorrebbero si trasmettere energia, ma un’energia critica e propositiva al tempo stesso; il messaggio “vivi la tua vita al massimo” è un invito, e un augurio, che cerchiamo di portare a chiunque ha la possibilità di sentirci.

A proposito di sensazioni. Come vivete l’esperienza del palco?
Per noi l’esperienza del palco è fondamentale, è la parte più bella del lavoro, ed è quello che spinge ad andare avanti per la nostra strada, che è lunga e tortuosa. Vedere la gente, anche se si tratta di tre persone, ascoltare le tue canzoni, e magari anche cantare il frutto del tuo lavoro, ti ricambia di molte ore passate a faticare in sala prove; per cui noi sul palco diamo il cento per cento delle nostre risorse, cercando di trasmettere emozioni con la nostra musica, e quando il pubblico c’è – e si vede -, ci ricambia con emozioni che sono inpagabili. Cito a tal proposito il mio autore preferito, F. Nietzsche, il quale scrisse in “R. Wagner a Bayreuth”: “Perchè un avvenimento abbia grandezza, devono concorrervi due cose: il grande animo di coloro che lo compiono e il grande animo di coloro che ve ne prendono parte.” Inoltre l’esperienza live fa bene anche allo spirito di gruppo, crea quella giusta alchimia che ore e ore di sala prove non riuscirà mai a creare così intensamente; il rischio dell’esibizione fortifica la fiducia nei confronti dei tuoi colleghi di band.

Una domanda che amiamo fare spesso: un brano del passato che avreste voluto aver composto
Personalmente non mi sarebbe dispiaciuto comporre il Preludio al “Tristane und Isolde” di R. Wagner (ma anche tutta l’opera!). Venendo più verso il moderno e il nostro ambito musicale, non saprei. Credo che ognuno di noi sceglierebbe un brano particolare, e non ci sarebbe una canzone votata all’unanimità! Credo che comunque a tutti sarebbe piaciuto incidere un disco come “Terremoto” dei Litfiba oppure “2020 speedball” dei Timoria. Un brano specifico è abbastanza difficile da trovare.

Quali sono i progetti futuri della vostra band? E in cosa pensate di poter essere migliori in futuro?
Attualmente stiamo lavorando a tre brani nuovi “di zecca” che, insieme ai brani non presenti su Spiriti Bollenti, ma che fanno parte del nostro reportorio da tempo, andranno indubbiamente a costituire la track-list del prossimo album… quando lo faremo! A breve verrà messo on-line il nostro sito internet (www.373k.it), dove ci potrete seguire e avere tutti i nostri aggiornamenti. A fine febbraio cominceremo coi live del 2012, che ci porteranno in giro per il Nord e il Centro Italia; e allora ne vedremo delle belle! Rispondendo alla seconda domanda, credo che continuando con l’attività live, quell’alchimia di cui parlavo prima si rafforzerà uleteriormente, e, lavorando poi in sala prove, miglioreranno, di conseguenza, molti aspetti (musicali e non); a livello di arrangiamenti, ad esempio, siamo già sulla buona strada: trovando e raffinando le doti di ciascuno di noi, cerchiamo di esaltare le capacità di ogni singolo musicista e quindi trovare soluzioni sempre più “personali” , creando man mano un “nostro stile”. Di migliorare non si finisce mai! Di questo ne siamo pienamente consapevoli.

Alessandro Ghilarducci

1)Ciao ragazzi per prima cosa presentatevi. Chi sono i 373°K, come nasce il progetto e da quanto fate musica

Ciao a tutti. Noi 373°K siamo nati nel 2008 a Bologna ma siamo giunti alla line-up ufficiale – quella che ha registrato il disco “Spiriti Bollenti” nel febbraio 2011 – nel dicembre 2010, dopo vari cambi di formazione. La band è formata da me (Tia Villon) voce e pianoforte, Stefano Venosta, chitarra ritmica e cori, Vincenzo Adduci, chitarra solista, Rocco Romani, basso elettrico e Francesco Lupi, batteria.

Siamo tutti studenti al DAMS di Bologna e ci siamo conosciuti li, tra una lezione e l’altra, ancor prima di ritrovarci nella band. Ormai sono quasi 3 anni che suoniamo, se consideriamo che il nostro primo live, il “battesimo di fuoco”, avvene il 2 aprile 2009 all’ex Transilvania di Bologna.

2)Il vostro sound ricorda molto quello dei migliori Litfiba. Quanto avete appreso dal rock italiano per la vostra musica e quali gli artisti che sono stati di maggiore ispirazione per voi

Si hai detto bene: i Litfiba “novantiani” sono indubbiamnente una componente fondamentale nelle nostre influenze; di mio ti posso dire che il disco “Terremoto” l’ho ormai consumato a furia di ascoltarlo. Altri nomi nello scenario del rock nazionale sono sicuramente ancora artisti “novantiani”: i Ritmo Tribale (Mantra e Psycrosonica sono altri due dischi che ho ormai “distrutto”), i Karma, i Timoria, il Ligabue delle origini. Una band del nuovo millenio che stimiamo parecchio sono Le Vibrazioni.

In definitiva, posso dirti che sono tante le influenze italiane.

3)Ed a livello internazionale? Quali artisti guardate con particolare interesse?

A livello internazionale possiamo dire di avere gusti molto vari, che spaziano dal rock più classico, al metal, al glam, al rock ‘n’ roll… Senz’ombra di dubbio una band che si sente all’interno del nostro disco – “Spiriti Bollenti” – sono i Guns n’ Roses di “Apettite for destruction”: un hard rock semplice, immediato, energico, con venature melodiche… insomma, tutto quello che si può volere da un disco di buon Rock ‘n’ Roll!

4)Il vostro ultimo disco è “Spiriti Bollenti”. Quali le sensazioni che volete trasmettere al pubblico?

Musicalmente parlando, sensazioni energiche; ci piace pensare che chiunque, ascoltato il nostro disco, si senta carico e pronto a “spaccare tutto”. Il rock ‘n’ roll d’altronde è anche questo: serve a scuotere il corpo, ma anche – e soprattutto – la mente.

Per quel che riguarda le sensazioni prodotte dai testi, il discorso è un po’ più articolato: le riflessioni che generalmente conduco nelle liriche vorrebbero si trasmettere energia, ma un’energia critica e propositiva al tempo stesso; il messaggio “vivi la tua vita al massimo” è un invito, e un augurio, che cerchiamo di portare a chiunque ha la possibilità di sentirci.

5)A proposito di sensazioni. Come vivete l’esperienza del palco?

Per noi l’esperienza del palco è fondamentale, è la parte più bella del lavoro, ed è quello che spinge ad andare avanti per la nostra strada, che è lunga e tortuosa. Vedere la gente, anche se si tratta di tre persone, ascoltare le tue canzoni, e magari anche cantare il frutto del tuo lavoro, ti ricambia di molte ore passate a faticare in sala prove; per cui noi sul palco diamo il cento per cento delle nostre risorse, cercando di trasmettere emozioni con la nostra musica, e quando il pubblico c’è – e si vede -, ci ricambia con emozioni che sono inpagabili. Cito a tal proposito il mio autore preferito, F. Nietzsche, il quale scrisse in “R. Wagner a Bayreuth”: “Perchè un avvenimento abbia grandezza, devono concorrervi due cose: il grande animo di coloro che lo compiono e il grande animo di coloro che ve ne prendono parte.”

Inoltre l’esperienza live fa bene anche allo spirito di gruppo, crea quella giusta alchimia che ore e ore di sala prove non riuscirà mai a creare così intensamente; il rischio dell’esibizione fortifica la fiducia nei confronti dei tuoi colleghi di band.

6)Una domanda che amiamo fare spesso: un brano del passato che avreste voluto aver composto

Personalmente non mi sarebbe dispiaciuto comporre il Preludio al “Tristane und Isolde” di R. Wagner (ma anche tutta l’opera!). Venendo più verso il moderno e il nostro ambito musicale, non saprei. Credo che ognuno di noi sceglierebbe un brano particolare, e non ci sarebbe una canzone votata all’unanimità! Credo che comunque a tutti sarebbe piaciuto incidere un disco come “Terremoto” dei Litfiba oppure “2020 speedball” dei Timoria. Un brano specifico è abbastanza difficile da trovare.

7)Quali sono i progetti futuri della vostra band? E in cosa pensate di poter essere migliori in futuro?

Attualmente stiamo lavorando a tre brani nuovi “di zecca” che, insieme ai brani non presenti su Spiriti

Bollenti, ma che fanno parte del nostro reportorio da tempo, andranno indubbiamente a costituire la track-list

del prossimo album… quando lo faremo! A breve verrà messo on-line il nostro sito internet (www.373k.it), dove ci potrete seguire e avere tutti i nostri aggiornamenti. A fine febbraio cominceremo coi live del 2012, che ci porteranno in giro per il Nord e il Centro Italia; e allora ne vedremo delle belle!

Rispondendo alla seconda domanda, credo che continuando con l’attività live, quell’alchimia di cui parlavo prima si rafforzerà uleteriormente, e, lavorando poi in sala prove, miglioreranno, di conseguenza, molti aspetti (musicali e non); a livello di arrangiamenti, ad esempio, siamo già sulla buona strada: trovando e raffinando le doti di ciascuno di noi, cerchiamo di esaltare le capacità di ogni singolo musicista e quindi trovare soluzioni sempre più “personali” , creando man mano un “nostro stile”. Di migliorare non si finisce mai! Di questo ne siamo pienamente consapevoli.

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