Intervista AmyCanBe Mattia presenta la band

Gli AmyCanBe sono una delle realtà più interessanti del panorama italiano che si sta imponendo agli onori delle cronache grazie a “Mountain Whales“, lavoro di spessore e di qualità assoluta. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Mattia, chitarrista del gruppo, che ci presenta la band e il loro ultimo lavoro.Prima di cominciare: chi sono gli Amycanbe e come si sono avvicinati alla musica? Siamo 5 ragazzi che vengono da varie parti di Romagna…quasi tutti ci siamo avvicinati alla musica da piccoli, studiando uno strumento al conservatorio (rigorosamente abbandonato da tutti… da bravi inadempienti).

Un’atmosfera davvero magica quella che in cui si è immersi ascoltando il vostro disco “Mountain Whales”. Quali sono gli stati d’animo dietro la realizzazione di questa opera e qual è stato il percorso artistico che vi ha portato allo sviluppo di queste sonorità?
Questa è una domanda alla quale tra qualche tempo (ovvero al prossimo album…) vorrei rispondere in maniera totalmente differente. Le sonorità sono in buona parte scaturite da dei ‘cuori spezzati’ o almeno scalfiti… Anche per questo non c’è tutta questa allegria o gioia di vivere che mi auguro un giorno invaderà le nostre canzoni…uno dei miei ‘motti’ è sempre stato: ‘la tristezza è importante in musica’, ma comincio a ricredermi!

Un sound ricercato spesso, anche se dovrebbe essere il contrario, spaventa l’ascoltatore “medio”. Come interpretate questo vostro uscire dal mucchio?
Se siamo usciti dal mucchio è già un traguardo enorme che, sinceramente e senza falsa modestia, temevo non avremmo mai raggiunto! Io credo che ci siano tante persone che hanno ancora voglia di andare a fondo negli ascolti…per fortuna…

Parlateci anche delle atmosfere fiabesche del vostro Ep “The World is Round”.
Per noi è stata una sfida, quasi un compito da dover concludere senza troppi ripensamenti, a differenza del nostro usuale modo di lavorare. Ci era stato chiesto di musicare la fiaba (già di per se psichedelica) ‘il mondo è rotondo’ della Stein… Quindi in maniera molto libera e impulsiva abbiamo cominciato a giocare con sintetizzatori e computer.

Quali sono gli artisti che hanno maggiormente influenzato la vostra crescita musicale?
Ognuno nel gruppo ha i suoi punti di riferimento, i miei sono (tra i tanti): Radiohead, Morricone (col dovuto rispetto..), Sonic Youth, My Bloody Valentine, Stereolab…

E il grande successo del passato che avreste voluto aver scritto voi?
Voglio dare la risposta più banale dell’anno: Abbey Road dei Beatles! Ahahah!

A quali progetti state lavorando e quali sono i prossimi impegni per gli Amycanbe?
Stiamo portando in giro il nostro live che comprende soprattutto pezzi dell’ultimo album e del suddetto EP. Mentre cerchiamo date all’estero per i prossimi mesi..ma è ancora un po’ presto per parlarne… Ci piacerebbe anche pubblicare nuovo materiale entro l’anno (anche perchè i Maya han detto di aver fretta…)

Cosa vi spaventa e cosa vi rende ottimisti per il vostro futuro come band?
Una cosa che personalmente mi spaventa è dover fare scelte radicali che possano compromettere il futuro (ad es far coesistere lavoro/famiglia/musica…) ma se e quando sarà il momento troveremo sicuramente delle soluzioni. A costo di dover vendere il fegato. Ottimismo? Mmm questa è difficile…C’è chi dice che dopo le crisi ci sian sempre le rinascite…beh allora penso che arrivati qua ormai si possa solo risalire, parlo di valori, spirito, economia, impegno…


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