Intervista Francesco Cremisini presenta la sua musica

Francesco Cremisini nasce a Roma nel 1976 e, dopo aver intrapreso la prima parte di carriera cantando in lingua inglese, dal 2005 sceglie l’italiano per i testi dei suoi brani. Se volessimo definire la musica di Francesco in poche semplici parole potremmo definirla curata e di classe. E’ inoltre la passione ciò che trapela dal suo modo di comporre e per questo abbiamo voluto intervistarlo per capire meglio il suo modo di intendere la musica, le sue ispirazioni e il messaggio che vuole veicolare all’ascoltatore.

Partiamo dall’inizio: chi è Francesco Cremisini e come nasce la tua passione per la musica?
Francesco Cremisini persona nasce 28 anni prima del Francesco Cremisini progetto cantautorale. Ho impiegato molto tempo per maturare questo approccio e avvicinamento alla culturale musicale italiana (soprattutto a livello testuale) e per creare qualcosa che coniugasse la mia passione per il rock d’oltreoceano e la melodia tipica della tradizione italiana caratterizzata dalle vocali alla fine di ogni verso. Sembra una cosa banale, ma per un cantante è un mondo totalmente diverso dal cantato in inglese! Prima di questo progetto ho sempre suonato nel circuito rock/metal, con la band Enemynside (di cui sono cantante/bassista e con i quali abbiamo pubblicato due album), ma da sempre ho composto anche materiale di carattere folk/rock che non ho mai avuto la volontà di portare avanti ritenendolo non ancora all’altezza di uscire dalle mura casalinghe! In realtà alcune cose le sto riarrangiando proprio in questo periodo per un altro progetto in via di sviluppo e cantato in inglese. Tutto questo per dire che il bello della passione per la musica è che se la musica non è il tuo lavoro principale non hai obblighi nei confronti di nessuno e puoi quindi spaziare quanto vuoi e creare quante più composizioni e progetti ritieni validi. Certo, se diventasse un lavoro non mi dispiacerebbe affatto, ma dovrei sottostare a condizionamenti artistici imposti dal mercato e ho imparato col tempo ad essere realista e quindi so che per entrare in alcuni circuiti devi avere alcuni requisiti che io non ho.

Quali le sensazioni e le emozioni che vuoi diffondere con la tua musica?
Nell’ultimo progetto mi accorgo di aver parlato molto “da vicino” di persone che mi circondano, in passato ero molto più criptico e non mi sarei mai visto a raccontare cose personali proprio in italiano. Non c’e’ nessun riferimento esplicito a nomi di persona naturalmente ma è stato come aver messo nero su bianco alcune emozioni (belle e brutte) nei confronti di persone alle quali voglio bene e alle quali sono legato in maniera profonda.

Quale il tuo rapporto con la tradizione musicale italiana? Da chi pensi di aver tratto maggiore ispirazione?
Domanda difficile, perché riascoltando i primi demo i brani sono nati con un impronta rock ma “onirica”, con una propensione a suoni ed arrangiamenti molto vintage, per certi versi ispirati dai suoni anni 70 di band italiane come BMS e PFM.  In un secondo momento però ho scelto di trattare i brani con dinamica da gruppo rock melodico e quindi c’e’ stato un gran lavoro con i musicisti della band ma prescindendo un po’ dai vincoli che la canzone italiana impone.  All’epoca dell’arrangiamento dei brani ci proponevamo come un vero e proprio gruppo, gli Eros e Tanatos, poi abbiamo scelto di focalizzare l’attenzione sul cantante/compositore e da quel momento questa scelta ha cambiato sia il nome del progetto sia l’approccio che è diventato più folk ed il disco è stato mixato anche con questo intento.  L’unico accostamento che sono riuscito a fare finora è stato con qualcosa dei Timoria e primi Tiromancino perché, anche se la musica potrebbe sembrare pop a volte, in realtà le tematiche non sono del tipo “cuore/amore” quindi mi sento più vicino ad un rock del primo tipo descritto. Un’altra artista che ho adorato in fase compositiva dei brani è stata L’Aura (Abela) dalla quale ho tratto molta ispirazione in particolare dai suoi primi due dischi, esempi di composizione e arrangiamento al di sopra della media nazionale.

E in campo internazionale?
Due nomi che ho sempre accostato alla mia musica sono i Soul Asylum e Jeff Buckley;  i primi perché riascoltando i brani da me composti ho notato molte similitudini e il secondo perché è da qualche anno una fonte inesauribile di ispirazione per me e credo che sempre lo sarà.

Al momento attuale a cosa stai lavorando?
In questo momento sto preparando una riedizione del disco “Il Viaggio”, più alcuni singoli non ancora pubblicati con versioni bonus di brani riarrangiati e remixati.  Inoltre sto iniziando a pensare al prossimo video insieme al mio amico/regista/musicista Francesco De Honestis (HDESIGN), un’esperienza sicuramente interessante sia per il brano che ho scelto sia per il lavoro nella tranquillità di un’amicizia. Francesco è al suo secondo video, ma consiglio i lettori di guardare il primo video realizzato ai Dogs In The Garage (nei quali canto e suono la chitarra elettrica) per capire quali sono le sue potenzialità.

I progetti e le aspirazioni future di Francesco Cremisini
Ho notato di avere un buon seguito in America Latina, molto più che in Italia. L’enorme distanza non gioca certo a favore ma con i collegamenti giusti e un lavoro promozionale non smetto di sperare in una possibile diffusione della mia musica in alcuni dei paesi più ricettivi verso le melodie che compongo quali ad esempio Perù, Colombia e Venezuela.

Alessandro Ghilarducci

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