Intervista Smoke Ramblers presentano la loro musica

Il progetto artistico degli Smoke Ramblers nasce dall’idea di immettere espressioni e gusti musicali differenti attraverso un linguaggio che ha come matrice in comune la musicalità e le sonorità del pop,rock,weast coast,blues,psichedelic,country, il cui intreccio dà vita ad un frizzante ed innovativo impasto sonoro.

Chi sono gli Smoke Ramblers?
La line up attuale è composta da  Alfio Giaquinto (chitarra e voce), Vincent Gambuzza (batteria e cori) e Rino Gilardi (basso), elementi provenienti da diverse esperienze formativo-musicali con altri gruppi, che spaziano dal rock, al pop allo psichedelico.

Come nasce il nome Smoke Ramblers?
E’ l’insieme di due parole  inglesi che tradotte significano escursionisti del fumo. Noi ne diamo questa interpretazione: nel fumo, nella nebbia e tra i meandri delle note musicali cerchiamo la nostra strada.

Quali gli esordi della band?
Siamo una band recente anche se “stagionata”. Il nostro vero esordio avvenne lo scorso anno in un live dove partecipo’ all’evento Kekko, voce dei Moda’. Da allora ci siamo esibiti in vari locali di Milano tra cui il Rock on the road.

Da quali gruppi pensate di aver tratto maggiore ispirazione?
Da tutti quelli che hanno fatto la storia della musica rock ne cito alcuni: beatles , rolling stons,creedence,doors, led zeppelin……..i grandi del rock e del blues.

Al momento a quali progetti state lavorando?
Stiamo preparandoci per una registrazione demo che in futuro pubblicheremo.

Per la vostra promozione quali canali ritenete più importanti? credete nella forza del web o in via più “tradizionali”?
E’ risaputo che il web e’ una sorta di mondo virtuale a cavallo con quello reale,in rete e’ possibile avere spazi con cui esprimersi  avendo contatti con chi si occupa di  musica, e’ un modo  comodo e semplice per farsi conoscere. Non tralasciamo però il mondo reale , anzi faccio un appello: svegliamoci andiamo ad ascoltare live,  i concerti, gli eventi, non facciamo morire questo modo di esprimersi c’e’ sempre troppa poca gente nei locali dove si fa musica, aiutiamoci a vicenda ,su ragazzi una birra in compagnia ascoltando buona musica e si passa al meglio la serata.

Come vi ponete nei confronti dell’esperienza live?
Con ardore e appagamento nel poter esprimere al meglio le nostre emozioni davanti al pubblico. E’ l’ossigeno dell’  artista, vive di questo .

Un desiderio per il vostro futuro artistico
Il nostro progetto e’ quello di presentare uno spettacolo una sorta di viaggio nel tempo suonando pezzi famosi di gruppi passati alla storia dagli anni 50 agli 80 facendo scorrere su un grande schermo immagini dell’epoca ottenendo cosi’ una atmosfera molto coinvolgente. Chi ci ascolta  deve aprire i famosi cassetti della memoria deve rivivere per un istante il passato e dire a chi gli sta accanto.…. te lo ricordi questo pezzo questa canzone dove eravamo?

Alessandro Ghilarducci

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