Intervista Trans Vz

A circa un anno dall’uscita del loro disco “Progress/Regress” ci troviamo a fare una chiacchierata con i Trans VZ, band umbra che dal 2004 ha iniziato a comporre musica. La “leggenda” narra che i Trans VZ nascano come duo indie-folk ma con l’arrivo del terzo componente virino con forza verso il postpunk. Nel 2006 esce il primo Ep della band “Wail Vol. 1” seguito l’anno dopo dalla seconda parte “Wail Vol. 2: Tales from the second play“. Nel 2007 vincono il contest regionale per l’Italian Wave di Firenze ed aprono due date del tour europeo di Talibam e Get the people. Il 2008, come ricordato, è l’anno dell’uscita di “Wail Vol. 2″ ma è anche l’anno di un cambio di formazione e dell’inizio del lavoro su “Progress/Regress” primo CD della band che uscirà nel 2011 per i tipi di To Lose La Track. Il loro è un suono riconoscibile, sgraziato che ricorda i primi lavori degli Zen Circus per le ritmiche postpunk del gruppo pisano ma con uno spruzzo di noise.

E’ vera la “leggenda” dell’inizio folk?
In qualche modo si, inizialmente eravamo in 2 e i primi pezzi avevano unostampo un po’ diverso, molto più acustici e rilassati, avevamo per la testa Nick Drake, John Fahey, Leonard Cohen, Pogues e Tim Buckley ma è durata poco come puoi vedere, anche perchè con i mocassini e la giacca di renna saremmo stati veramente brutti.

E la prossima vostra trasformazione quale sarà? dove state spingendo la vostra ricerca musicale?
Bella domanda….per adesso, sembra che vada bene cosi, non sentiamo ancora il bisogno di cambiare qualcosa, la cosa più importante per noi è mantenere, se cosi si può definire, uno nostro stile, che possa essere riconoscibile nel tempo. Anche se poi magari spazieremo su sonorità o generi diversi, l’impronta deve sempre essere la stessa, altrimenti quello che hai creato con tanta fatica e con gli anni te lo perdiper strada e non va bene. Riuscire a crearsi un’identità è difficile ma èfondamentale, soprattutto adesso dove il mercato musicale è saturo e pieno di cose discutibili. Non parliamo di originalità, sarebbe pretenzioso, anche perchè le influenze e i riferimenti sono per forza riscontrabili negli ascolti, però si può per lo meno individuare gli elementi che ti caratterizzano e tenerseli stretti.

Progress/Regress, quale è stata l’accoglienza per questo vostro primo album?
Dobbiamo dire meglio del previsto….siamo molto contenti di come è andata, tutte le recensioni ricevute sono state più che positive e non possiamo che esserne lusingati. Dobbiamo soprattutto ringraziare il nostro amico e sound engeneer “Alez” che ha fatto un gran bel lavoro e anche Tommy dei Dummo/Verme che si è occupato delle grafiche e ha realizzato un artwork veramente ganzo.

What is your democracy? da dove nasce il ritornello di Headache for dinner, tra l’altro il pezzo che considero meglio riuscito di tutto il disco?
Intanto ci fa piacere che sia il tuo pezzo preferito. Come in tutti i pezzi, i testi sono in parte liberamente interpretabili, cioè i contenuti e le cose di cui parliamo sono espresse a volte in modo astratto, una scelta obbligata forse, questo anche per dover riadattare quello che vogliamo dire alla metrica dei testi in Inglese. Headache for dinner, come nel resto dell’album, ha degli elementi autobiografici, parliamo sempre di noi, della quotidianità e di come ci sentiamo……..”what’s your democracy?” nasce da un momento in cui volevamo prendercela con qualcuno. Headache for Dinner parla essenzialmente di ipocrisia e di ingiustizie in generale, che siano in politica, nel lavoro, nell’amore, nei rapporti con le persone, di cose che ti rodono e ti fanno stare nero per un giorno intero, ma che poi si preferisce sempre lasciar stare e finire tutto con due cazzate, una risata e una birra media in mano….(rigorosamente doppiomalto però).

Spero di non aver sbagliato indicando gli Zen Circus come un gruppo che vi si avvicina per sonorità. A quali altri gruppi sentite di essere vicini come sonorità?
In realtà non conosciamo quasi per niente gli Zen Circus, a parte un videoclip che ho visto io per caso, quindi non saprei, ma se ci dici cosi siamo curiosi di andarci a sentire qualcosa, soprattutto del primo periodo, come ci consigliò qualcuno tempo fa. La maggior parte dei gruppi ai quali ci ispiriamo o che comunque amiamo come sound, non sono proprio attualissimi, alcuni sono di fine anni 70, o metà anni 80, e per la maggior parte stranieri ma comunque ci sentiamo di avere qualcosa incomune anche con band Italiane contemporanee, mi vengono in mente sulmomento i pugliesi Microwave with Marge, i purtroppo scomparsi Dada Swing di Roma, i Movie Star Junkies di Torino che ci piacciono un casino ad esempio. Ultimamente mi è capitato di ascoltare qualche lavoro di alcune band della scena Marchigiana (lleroy/bhava/butcher mind collapse), fanno parte della valvolarerecords e spaccano veramente, hanno dei suoni micidiali, anche dal vivo……penso proprio che per il prossimo album, faremo un pensierino per il Red House di Senigallia.

Cosa si trova nei vostri lettori Mp3 in questo momento?
Parlo del mio, gli altri non ce l’hanno, usano ancora il mangianastri.Big Black (songs about fucking) – Shoplifting (body stories) – Dinosaur Jr (tutti gli album) – The Holy Fuck – No Means No (tutti gli album) – Black Heart Procession – Kap Bambino – Sonic Youth (Evol e Sister) – Minutemen – The Black Eyes (cough cough) – Nick Cave & the Bad Seeds (let love in) – Sebastian e Dj vari by Ed Bangers – split trans vz + l’amo. – Dummo (gelo chiama gelo….maschera da cane, secondo me, è una delle migliori canzoni che siano state scritte in questi ultimi anni.

Ed i vostri progetti per il futuro?
Sarebbe una svolta aprire un locale live come si deve in Umbria, con Diego dei Tiger!Shit!Tiger!Tiger! ne parliamo sempre quasi per scherzo, ma scherzando scherzando…chissà. Serve sempre un’alternativa ogni tanto.

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