[Alternative] Afterhours – I Milanesi Amazzano Il Sabato (2008)

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  [Alternative Rock] Afterhours – I milanesi ammazzano il sabato (2008) Naufragio sull’isola del tesoro – È solo febbre – Neppure carne da cannone per Dio – Tarantella all’inazione – Pochi istanti nella lavatrice – I milanesi ammazzano il sabato – Riprendere Berlino – Tutti gli uomini del presidente – Musa di nessuno – Tema:

 

[Alternative Rock] Afterhours – I milanesi ammazzano il sabato (2008)

Naufragio sull’isola del tesoro – È solo febbre – Neppure carne da cannone per Dio – Tarantella all’inazione – Pochi istanti nella lavatrice – I milanesi ammazzano il sabato – Riprendere Berlino – Tutti gli uomini del presidente – Musa di nessuno – Tema: la mia città – È dura essere Silvan – Dove si va da qui – Tutto domani – Orchi e streghe sono soli

http://www.afterhours.it
http://www.universalmusic.it

Non sappiamo esattamente cosa avesse in mente Manuel Agnelli apprestandosi alla scrittura dei brani per questo nuovo lavoro, ma possiamo immaginare gli avvenimenti e i turbamenti che l’hanno coinvolto, sia a livello personale, sia nell’ambito dei suoi Afterhours: la recente paternità, i rinnovamenti nella formazione, il cambio di casa discografica e le normali aspettative dopo il buon successo, anche internazionale, di “Ballate per piccole iene”.

Comprensibile quindi la voglia di stupire e di cercare qualcosa di nuovo, comprensibile anche la voglia di strafare in qualche modo, discutibili però alcune scelte fatte. La prima cosa che colpisce è la non omogeneità dei brani, quasi una reazione alla compattezza del precedente lavoro. Da una parte il sound degli anni ’70 dei grandi padri del rock, Led Zeppelin e Iggy & The Stooges prima di tutti, che dà vita ad una curiosa operazione revival e a pezzi come “Neppure carne da cannone per Dio” e “Pochi istanti nella lavatrice”. Dall’altra parte invece trovano spazio brani intimi e delicati più vicini al suono degli ultimi due dischi, come l’ottima title track o “Musa di nessuno”, e a questi, ancora, si affiancano pezzi più immediati dal sapore pop, come il singolo “Riprendere Berlino” o “Tema: la mia città”.

Se da una parte si assiste quindi ad una rinnovata varietà compositiva, questa purtroppo non riesce ad essere totalmente al servizio dei brani stessi, che suonano a volte slegati e confusi con voce e strumenti su piani distinti e distanti, rendendo ancora più difficile trovare un filo conduttore che li leghi tra loro.

L.N.

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