[Alternative Rock] Weezer – Weezer (The Red Album)

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[Alternative Rock] Weezer – Weezer (The Red Album) (2008) Troublemaker – The Greatest Man That Ever Lived (Variations On A Shaker Hymn) – Pork And Beans – Heart Songs – Everybody Get Dangerous – Dreamin’ – Thought I Knew – Cold Dark World – Automatic – The Angel And The One Sito ufficiale della band

[Alternative Rock] Weezer – Weezer (The Red Album) (2008)

Troublemaker – The Greatest Man That Ever Lived (Variations On A Shaker Hymn) – Pork And Beans – Heart Songs – Everybody Get Dangerous – Dreamin’ – Thought I Knew – Cold Dark World – Automatic – The Angel And The One

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Credevamo di essercene liberati, invece un ripensamento del frontman Rivers Cuomo li ha fatti tornare. Ecco la sesta meraviglia della band più anti-rock di sempre, la band costruita ad arte con la sua anti-immagine per piacere a chi è spaventato dal rock vero e proprio, e quindi ripiega sulla Coca Cola Light. Contando che poi i Weezer cannano in pieno gli album pari, l’attesa è alle stelle.

Il debutto del Blue Album (1994) fu comunque epocale, una gemma nel suo genere, spinto da classici come ‘Buddy Holly’ e ‘Say Isn’t So’. Il successivo Pinkerton (1996) fu un lagnosissimo buco nell’acqua in qualche modo rivalutato dagli emo (insomma, oltre al danno la beffa). Il Green Album (2001) fu un ritorno alle happy songs (del tipo assolo di chitarra=melodia vocale) con singolazzi come ‘Island In The Sun’ e ‘Hash Pipe’. Poi un altro tonfo con Maladroit (2002), cioè la solita roba ma con i riff heavy metal, e il successivo ritorno alle classifiche con il penultimo Make Believe (2005), totale canna del gas di idee con pezzi deprimenti e banali come ‘Beverly Hills’ e ‘We Are All On Drugs’.

E ora? Le coordinate sono sempre le stesse: happy rock con testi da nerd dell’era internet e stile derivato da gruppi come Cheap Trick e The Cars. Il tutto togliendo qualsiasi tipo di talento, ovviamente. A questo giro hanno speso un milione di dollari (1.000.000 dollari) di produzione, con l’apporto congiunto di Rick Rubin e Jacknife Lee (ha prodotto l’ultimo dei REM e qualcosa degli U2), per un disperato tentativo di aggiungerci del nuovo.
L’inizio è abbastanza promettente: ‘Troublemaker’ e ‘Pork And Beans’ hanno un suono abbastanza stratificato (grazie all’apporto di synths) e più pesante del solito, senza scadere nell’arido sound da scimmiottamento del metal di Maladroit. A livello di testi siamo sulla solita patetica visione agrodolce dello star system, della vita, delle relazioni, del tutto…con nuovi picchi raggiunti da Heart Songs (un tributo alle radici musicali di Cuomo, con un aggancio particolarmente fastidioso e gratuito ai Nirvana). Qualcosa di davvero diverso hanno provato a farlo con la mini opera ‘The Greatest Man That Ever Lived’: un incrocio di cantato a cappella, musica rock, cori di montagna…una roba semplicemente brutta e talmente auto-compiacente da risultare quasi offensivo paragonarla ad esperimenti del genere fatti da Queen e The Who. Come da tradizione, nella seconda metà dell’album la noia dilaga. A questo giro il tentativo disperato è stato far cantare una manciata di pezzi ad ogni membro della band, con un risultato alla fine buono per una serie di bside.

Raschiamento totale del barile, soddisfazione garantita per l’ascoltatore totalmente disinteressato e per il fan oltranzista. Il primo disco rimane ancora il meglio, tutto il resto è noia.

Marco Brambilla

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