Amos Lee As The Crow Flies

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Sull’onda lunga di “Mission Bell”, rilasciato agli inizi del 2011 con grande successo, Amos Lee pubblica il 14 febbraio l’EP “As the crow flies”, sei tracce registrate proprio durante le sessioni del 2011 e nuovamente prodotte da Joey Burns, voce dei Calexico; il quale ha invitato per l’occasione il suo collega John Convertino, naturalmente nelle

Sull’onda lunga di “Mission Bell”, rilasciato agli inizi del 2011 con grande successo, Amos Lee pubblica il 14 febbraio l’EP “As the crow flies”, sei tracce registrate proprio durante le sessioni del 2011 e nuovamente prodotte da Joey Burns, voce dei Calexico; il quale ha invitato per l’occasione il suo collega John Convertino, naturalmente nelle vesti di batterista.

Inserito con gran merito nella secolare scena folk-soul americana, Amos Lee si conferma con un lavoro delicato e profondo, trasognato ed etereo. Gli archi, il piano e il suono acustico della sua chitarra aprono alla mente gli sconfinati spazi dell’America rurale, troppo assente forse dal nostro orizzonte mentale sul nuovo continente oggi. La calda voce di Lee sembra evocare il planare maestoso e cagionevole ad un tempo del corvo, volatile oscuro e misterioso, trait d’union con il lavoro precedente, e si rivela estremamente coinvolgente nei brani più lenti e preziosi, piccole meraviglie sonore come “The darkness” e “May i Remind you”. E c’è poi “Simple things”, altra perla: con la sua purezza è forse la canzone più rappresentativa, a mio avviso, delle sensazioni che questo breve lavoro è in grado di offrire.  Un gioiellino di rara delicatezza che impreziosisce ulteriormente la discografia di questo artista, il quale può senza timori  essere paragonato ad altri grandi come James Taylor e Norah Jones.

Cristian Ciccone


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