Ásgeir In The Silence

Asgeir-In-the-Silence 4/5
C’è un talento indiscutibile con la chitarra acustica, una voce delicata e avvolgente, una capacità melodica non banale.

Ásgeir Trausti Einarsson, 22 anni (quest’anno), Islanda. Segnatevi questo nome o semplicemente Ásgeir se vi viene più comodo. Non ve ne pentirete! La storia di questo ragazzo è quella di un predestinato: figlio d’arte, bell’aspetto che non guasta, una carriera sportiva sfiorata e poi l’incontro con la musica. Un primo album, “Dýrð í dauðaþögn”, pubblicato nel 2012 e che diventa in breve tempo il disco di debutto più venduto nella storia della musica islandese. Ben fatto ragazzo!

Il 2014 per Ásgeir è l’anno del banco di prova internazionale, un palcoscenico già calcato durante i live e testato con un paio di singoli che dall’agosto 2013 si possono trovare in rete. “In The Silence” è il primo album in inglese di questo giovane cantautore, un passaggio non immediato che ha visto la collaborazione del grande musicista John Grant. Il cantautore statunitense, attualmente risedente in Islanda, ha infatti curato personalmente le traduzioni e gli adattamenti dei testi prendendosi a cuore la causa di questo talentuoso ragazzo.

Il risultato è davvero sorprendente. Non aspettatevi un’Islanda glaciale ma bensì qualcosa di più simile al calore tutto Hawaiano di Jack Johnson. C’è un talento indiscutibile con la chitarra acustica, una voce delicata e avvolgente, una capacità melodica non banale. L’intero lavoro si muove su territori differenti, passando dal folk al pop elettronico mantenendo sempre al centro del fuoco la capacita cantautorale e la voce intensa di Ásgeir.

Qualche accenno di Of Monster And Man nella seconda traccia che dà il nome al disco. Un pop elettronico con spruzzate di soul e funky invece nel singolo che anticipa l’uscita discografica, King & Cross. Going Home concede una pausa alla chitarra acustica aprendosi intima tra beat elettronici, sintetizzatori e un pianoforte portante. La chiusura del disco decisamente più folk accompagna l’ascoltatore, più che verso il fondo dell’album, al suo principio per riascoltarlo ancora ed ancora.

Condividi.