Atoms For Peace Amok

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Cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia anzi no, cambiando proprio gli addendi il risultato non cambia. E che addendi! Sostituite cioè i vari Greenwood e company con gente del livello di Flea (Red Hot Chilli Peppers), Joey Waronker (REM e Beck), Godrich (produttore dei Radiohead), Mauro Refiosco e quello che vi troverete tra

Cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia anzi no, cambiando proprio gli addendi il risultato non cambia. E che addendi! Sostituite cioè i vari Greenwood e company con gente del livello di Flea (Red Hot Chilli Peppers), Joey Waronker (REM e Beck), Godrich (produttore dei Radiohead), Mauro Refiosco e quello che vi troverete tra le mani è l’ennesimo lavoro partorito dalla mente di Thom Yorke. Nulla di più nulla di meno purtroppo. Questa nuova super band, gli Atoms For Peace, che da anni aleggia come uno spettro è finalmente riuscita a produrre il primo album in studio, Amok, in uscita per XL Recordings il 25 Febbraio.

Questo lavoro assomiglia fatalmente sia alle produzioni soliste, che agli ultimi lavori della band di Yorke. Un’elettronica molto programmata, in quella finta essenzialità fatta invece di numerosi tasselli perfettamente incastrati che lascia poco spazio ai talentuosi musicisti che compongono questa nuova band e molto spazio invece alle solite invenzioni vocali delle quali Thom Yorke è maestro. Tutti al loro posto con grande classe, senza una sbavatura ma senza ahimè mai un vero e proprio colpo di genio come ti aspetteresti. Lo stesso Flea è totalmente piegato alle logiche di un genere distantissimo dalle sue abitudini, svolge bene il lavoro ma parliamoci chiaro, non è il Flea che vorremmo sentire.

Le 9 tracce in generale sono piacevoli, vivono tutte su un’incessante base ritmica dove percussioni ed elettronica si sovrappongono in una programmazione quasi maniacale. Il trittico di chiusura Judge, Jury and Executioner, Reverse Running e la title track Amok regalano forse i momenti più intensi di tutto l’album. La sensazione terribile è quella di trovarsi di fronte a qualcosa di già sentito. La nota positiva è che, soprattutto i fan più accaniti, difficilmente si stancheranno di sentire e risentire una voce capace di esprimersi a questi livelli ancora una volta. Per il resto però poco di più.

Giuseppe Guidotti


 

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