Beyonce Beyonce

beyonce-recensione 3/5
Nell’affollato mondo delle dive impazzava la lotta tra Britney, Rihanna, Katy, GaGa quando…bum. Copertina nera, solo un nome: Beyoncé. Palla al centro. La signora Carter torna, quasi a sorpresa, con il suo lavoro più ambizioso.

Nell’affollato mondo delle dive impazzava la lotta tra Britney, Rihanna, Katy, GaGa quando…bum. Copertina nera, solo un nome: Beyoncé. Palla al centro. La signora Carter torna, quasi a sorpresa, con il suo lavoro più ambizioso. Un km più in alto del pop scontato delle altre: testi più profondi, suoni minimal e una produzione talmente curata da rasentare il maniacale. Il nuovo disco è infatti un ‘visual album’ dove ogni canzone è accompagnata da un video…e che video!

Concentrandosi sul lato musicale, la release è molto più raccolto dei precedenti: un r&b tecnologico che va dal sensuale all’angelico, ipnotico e pulsante, tenendosi lontano da episodi facilmente ballabili o estremamente radiofonici. Soliti noti come Timbaland e Pharrell, pure l’esordiente Boots, stanno alla regia del nuovo sound, che va a braccetto con la maturazione nel songwriting. E qua si arriva alla croce e delizia del cd. L’album è intenso, profondo…ma i pezzi funzionano molto meglio come sottofondo dei video che come canzoni.

Abbiamo il pezzo sul femminismo, le riflessioni sull’alcolismo, la depressione post-parto, lo status-symbol,  la condizione della donna nella società contemporanea…e che cazzo ad un certo punto sembra di stare a scuola! Ci sono momenti in cui è tutto un vero macigno e la testa inizia a cascare. Tra l’altro, ma questa è una questione di simpatia, si pone la solita questione del “cantare il nero della rabbia coi miliardi”: vi va bene ascoltare pippotti sulla troppa importanza che si da all’aspetto fisico? Vi va bene che il pippotto lo propini una venere vivente come Beyoncé? Da stringere la mano a lei e a tutti i collaboratori, per l’intento, l’impegno profuso, la voglia di osare…ma rischia di diventare un ascolto soporifero.

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