[Brit Rock] Kaiser Chiefs – Off With Their Heads

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[Brit Rock] Kaiser Chiefs – Off With Their Heads (2008) Spanish Metal – Never Miss A Beat – Like It Too Much – You Want History – Can’t Say What I Mean – Good Days Bad Days – Tomato In The Rain – Half The Truth – Always Happened Like That – Addicted To Drugs

[Brit Rock] Kaiser Chiefs – Off With Their Heads (2008)

Spanish Metal – Never Miss A Beat – Like It Too Much – You Want History – Can’t Say What I Mean – Good Days Bad Days – Tomato In The Rain – Half The Truth – Always Happened Like That – Addicted To Drugs – Remember You’re A Girl
Limited Edition bonus disc (Live at Elland Road): Can’t Say What I Mean – Never Miss A Beat – You Want History – Half The Truth

Sito ufficiale della band
Etichetta discografica

I Kaiser Chiefs cercano di imporsi a livello mondiale, sgomitando per svettare tra la caterva di band che escono in continuazione dalla Gran Bretagna e che, per i giornalisti inglesi, sono sempre tutte i nuovi Beatles. E in UK la band di Leeds fa davvero sfracelli, dato che riempie stadi e il loro debutto Employment (2005) è trattato dalla critica con solenne reverenza. Ma a noi?
Dipende tutto da come ci poniamo all’ascolto. Se siamo ascoltatori in stile inglese allora ce n’è da lamentarsi: fare il punto su dettagli come qualche citazione stupida di Robert Palmer, sottolineare come in fondo abbiano già detto tutto a riguardo i Blur,  criticare la ricerca ossessiva del coro perfetto, aggrottare le ciglia per testi un po’ spocchiosi che a volte cadono nello stupido (‘pomodoro nella pioggia’ bah)…insomma cagare il cazzo per ogni dettaglio.
Per l’ascoltatore più disimpegnato, modello italiano tranquillo che non bada troppo ai testi e alla personalità della band, il disco può girare tranquillo nel lettore e farsi godere alla grande.

I Kaiser si pongono come dei moderni Beach Boys: giovani brillanti, troppo sofisticati per sporcarsi col punk, ma che graffiano con un rock ballabile e cantabile, ovviamente ultra british e pieno di influenze retro ma con un sound pieno e attuale.
A questo giro hanno ‘espanso’ il loro sound senza davvero ‘evolversi’: non è che siano diventati dei virtuosi, i pezzi sono sempre brevi e con ritornelli supermelodici, il cantante rimane sempre un po’ ‘piatto’…però c’è dentro roba nuova che non ci aspettavamo.
Come l’inizio aggressivo (per i loro standard, ovviamente) di ‘Spanish Metal’, ‘Like It Too Much’ che da semplice pezzo melodico decolla grazie alle orchestrazioni di David Arnold (l’attuale mente musicale di 007), alcuni pezzi come ‘You Want History’ e ‘Good Days Bad Days’ che piazzano inaspettate percussioni ‘caraibiche’ come i Duran Duran di Rio e che non ci permettono di stare fermi…Certo, non tutte le novità funzionano al 100%, come la partecipazione un po’ forzata del rapper Sway su ‘Half The Truth’ o i cori di Lily Allen in un paio di pezzi che vanno però a perdersi nel mix.

Il disco quindi poggia i piedi nei classici pilastri della band, soprattutto le continue melodie, ma più che puntare sul ‘pezzo tutto coro’ (come i loro classici ‘I Predict A Riot’, ‘Everyday I Love You Less And Less’ e ‘Ruby’) a questo giro cerca di farci apprezzare i brani nella loro totalità, grazie a varietà, melodia, soluzioni nuove e strutture meno canoniche (come già iniziavano a fare con ‘The Angry Mob’).
E’ una bella uscita, non estremamente innovativa, coraggiosa o impegnata, ma è molto godibile. Rimangono delle perplessità su alcune scelte di produzione di Mark Ronson ma nel complesso non minano la bontà del disco. Ora i Kaiser Chiefs hanno in archivio tre dischi pieni di ottimo materiale e hanno la possibilità di imporsi come grande live band…staremo a vedere.

Marco Brambilla

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