Carlot-ta – Songs Of Mountain Stream

carlot-ta-songs-of-mountain-stream-recensione 4.5/5
Le promesse del primo lavoro vengono mantenute e non solo, Carlot-ta rilancia con un carico pesante.

Sì, conosco Carlot-ta da circa dieci anni, forse qualcosa di più. Abitiamo a pochi metri di distanza l’uno dall’altro. Poi si sa, la città è piccola, la gente mormora e talenti come quelli di Carlotta non passano inosservati. La premessa è doverosa per spiegare lo sforzo nel parlare di questo disco nella maniera più distaccata possibile, ammesso che questo sia un valore aggiunto. In caso contrario, il consiglio è comunque quello di usare le vostre stesse orecchie e scoprire anche senza le mie parole che quello di Carlot-ta è probabilmente uno dei migliori lavori italiani della stagione, oltre che un album splendido, dall’incredibile potenziale internazionale.
Con il primo lavoro, “Make Me a Picture Of The Sun”, si è imposta di prepotenza all’interno del panorama musicale italiano vincendo numerosi premi e classificandosi tra i 5 finalisti per la targa Tenco come Migliore Opera Prima. “Songs Of Mountain Stream” pur mantenendo invariati gli stilemi del primo album, si evolve, scoprendo una forma canzone più matura e un respiro decisamente internazionale.
Lo zampino di Rob Ellis (Pj Harvey, Anna Calvi) si sente, facendo maturare i brani ed elevandone il potenziale già altissimo.
Un’opera che è completa sotto tutti gli aspetti, che nasce come disco concettuale, interamente dedicato alle Alpi Occidentali, presenti nel disco anche con i loro suoni, campionati e inseriti magistralmente in ogni traccia. Si sviluppa attraverso testi che combinano il citazionismo, con l’ironia e un mondo magico che è il campo semantico in cui Carlot-ta vive ed esalta con tutte le sfumature della sua voce.
Il tutto è condito ovviamente dalla musica; come se fosse un di più, ma non lo è assolutamente. Undici tracce in cui l’istrionica Carlot-ta snocciola tutto il suo repertorio, passando da dolci ballate come “The River” a brani radiofonici come “Carl Holz”. Uno dei momenti migliori è sicuramente “The Barn Owl”, storia di un barbagianni innamorato del cinema espressionista tedesco. Le promesse del primo lavoro vengono mantenute e non solo, Carlot-ta rilancia con un carico pesante. Talento.


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