Cheryl A Million Lights

2.5/5
Il nuovo disco di Cheryl (che per “A Million Lights” abbandona il cognome Cole) non è una delusione, ma è tutto fuorché ricco di mordente. Non è bastato reclutare ottime collaborazioni canore o a livello di songwriting e produzione se poi l’artista si è ritrovata semplicemente ad adattare la tua voce alle esigenze altrui. E

Il nuovo disco di Cheryl (che per “A Million Lights” abbandona il cognome Cole) non è una delusione, ma è tutto fuorché ricco di mordente. Non è bastato reclutare ottime collaborazioni canore o a livello di songwriting e produzione se poi l’artista si è ritrovata semplicemente ad adattare la tua voce alle esigenze altrui. E così ti trovi che “Call My Name” è in realtà un singolo di Calvin Harris, in “Craziest Things” la geordie più famosa del mondo ricopre in realtà il ruolo della storica spalla di will.i.am Fergie e “Sexy Den A Mutha” è sfacciatamente un brano di Timbaland (e non a caso ci ha messo le mani il suo storico collaboratore Jim Beanz). La sola “Ghetto Baby“, per fortuna, non sembra una bside di Lana Del Rey (qui con il suo vero nome Elizabeth Banks). In poche parole: il nuovo album dell’ex giudice di X Factor UK è una raccolta enciclopedica di quanto “tira” nel 2012.

“A Million Lights” è il classico disco da utilizzare come colonna sonora per un aperitivo in un disco bar. Un riempitivo in attesa della reunion delle Girls Aloud, in arrivo nel corso delle prossime settimane.

Nicola Lucchetta

Cheryl – Call My Name on MUZU.TV.

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