Coldplay – Mylo Xyloto
Recensito da Redazione Outune il
24 ott 2011

“Mylo Xyloto” forse non è il loro miglior disco, eppure ne mostra il volto più sincero. Quello di un gruppo pop (e ben poco rock) della più bell’acqua, che in ogni brano cerca la melodia perfetta e l’effetto più accattivante. Messa da parte ogni velleità ‘progressiva’ mostrata nel predecessore, il quartetto inglese torna alla pura forma – canzone e, sopra a tutto, a una tensione spasmodica per l’immediatezza totale. Lungi dall’essere semplice ruffianeria, il loro è un tentativo di essere semplicemente quello che sono, da qui le dichiarazioni su Adele e Justin Bieber quali loro diretti rivali e il duetto su “Princess Of China” con una popstar conclamata come Rihanna. Il risultato finale è gradevole: accanto ad episodi in ‘technicolor’ come “Charlie Brown” e “Hurts Like Heaven“, ce ne sono altri più spogli (come può esser spoglio un pezzo dei Coldplay) quali “Us Against The World” e “Up In Flames“, che esaltano l’inclinazione intimista dei Nostri. A risultare più deboli sono proprio i singoli, dal synth – pop anodino di “Every Teardrop Is A Waterfall” alle venature orchestrali e sin troppo pompose di “Paradise“, passando per i beat piuttosto scontati del featuring della discordia. A colpire, nell’insieme, è comunque l’impronta quasi ‘dance’ su cui poggiano molte canzoni, e il grande risalto che vien dato alle tastiere. La palma di momento più ‘rock’ se l’aggiudica “Major Minus“, introdotta da un giro di chitarra secco e scandito e in grado di regalare un ottimo assolo illuminato da una buona dose di elettricità.
Detto delle (lievi) differenze, “Mylo Xyloto” presenta infine i consueti pregi e difetti che da sempre hanno contraddistinto il complesso. Produzione curatissima e scintillante, ma anche ridondante e pregna di sovra incisioni, attitudine divisa fra morbidezze da cameretta e sussulti da stadio (cfr. “Up With The Birds“), grandissima abilità nel costruire motivi canticchiabili ma ossessione del dover piacere a tutti ed a tutti i costi. Beh, quest’ultimo è il tratto caratteristico di tutti i grandi gruppi popolari, e i Coldplay questo lo sono a tutti gli effetti, innegabilmente. Chi in passato li aveva scambiati per qualcos’altro, disdegnerà quest’ultimo lavoro; per tutti gli altri si tratta di un disco che può riservare tre quarti molto piacevoli.
Stefano Masnaghetti










